Crea sito

milizianoLa guerra civile spagnola

(1936-1939)

La guerra civile spagnola fu combattuta tra il luglio 1936 e l’aprile 1939 fra i ribelli franchisti (Nacionales) e le truppe governative ed i sostenitori della Repubblica (Republicanos) che terminò con la sconfitta di questi ultimi, dando inizio alla dittatura di Francisco Franco.

Il numero delle vittime è stato a lungo dibattuto, con stime che vanno dalle 500.000 ad un milione di persone uccise dalla guerra. Molti artisti ed intellettuali spagnoli vennero uccisi o costretti all’esilio e l’economia spagnola ebbe bisogno di decenni per riprendersi.

La rivolta contro il governo del Fronte popolare

Le elezioni del 16 febbraio 1936 portarono al potere il governo del Fronte Popolare appoggiato dai partiti della sinistra e avversato da quelli di destra. Il 17 luglio 1936 ci fu una ribellione contro il governo del Fronte Popolare. I capi della ribellione furono i generali Francisco Franco, Emilio Mola e José Sanjurjo. Quest’ultimo morì in un incidente aereo, così Franco, Comandante generale dell’esercito spagnolo fin dal 1933, prese il comando della rivolta. Siviglia, Pamplona, La Coruña, Cadice, Jerez de la Frontera, Cordova, Saragozza e Oviedo caddero tutte sotto il controllo dei ribelli, ma non Barcellona e Madrid. Appartenevano allo schieramento repubblicano la maggioranza dei liberali, i nazionalisti Baschi e Catalani, i socialisti, i comunisti stalinisti e trotzkisti e gli anarchici.

Gli aiuti stranieri

La ribellione fu contrastata dal governo con le truppe che gli erano rimaste leali, così come da gruppi socialisti, comunisti, e anarchici. L’Italia Fascista e la Germania nazista inviarono truppe di volontari, mezzi aerei e armi a supporto a Franco. I repubblicani ricevettero supporto limitato dall’Unione Sovietica e da volontari provenienti da molte nazioni, organizzati per lo più nelle Brigate Internazionali. I volontari italiani formarono la Brigata Garibaldi. Tra i più famosi partecipanti stranieri alla lotta contro il fascismo troviamo Ernest Hemingway e George Orwell.

La guerra civile spagnola: 1936

Fin dall’inizio la guerra civile fu segnata da crudeltà ed efferatezze: essa fornì anche un pretesto per molti regolamenti di conti. Una delle prime vittime fu il poeta Federico García Lorca. Il 21 luglio, il quinto giorno di guerra, quando i nazionalisti catturarono la principale base navale spagnola di Ferrol, nella Spagna nord-occidentale. Questo incoraggiò le nazioni fasciste d’Europa ad aiutare Franco, che aveva già contattato i governi di Germania e Italia il giorno prima. Il 26 luglio queste due nazioni diedero il loro appoggio ai nazionalisti. L’aiuto dell’Asse avvantaggiò Franco da subito. Le sue forze nazionaliste ottennero un’altra grande vittoria il 27 settembre, quando la città di Toledo venne catturata. Due giorni dopo, Franco si proclamò Generalísimo e Caudillo (“capo”) mentre unificava i vari elementi falangisti e realisti. In ottobre lanciò un’offensiva verso Madrid che fu fermata l’8 novembre. Due giorni prima il governo si era spostato da Madrid a Valencia. Il 18 novembre, Germania e Italia riconobbero ufficialmente il regime di Franco, e il 23 dicembre, l’Italia inviò dei “volontari” a combattere per i nazionalisti.

La guerra civile spagnola: 1937

GuernicaFranco tentò di catturare Madrid all’inizio del 1937, ma fallì di nuovo. L’8 febbraio venne presa Malaga e il 28 aprile l’esercito di Franco entrò a Guernica due giorni dopo il bombardamento della città da parte della Legione Condor tedesca. Ai primi di luglio il governo lanciò una forte controffensiva nell’area di Madrid, che i nazionalisti respinsero con difficoltà. Successivamente Franco riprese l’iniziativa, invadendo l’Aragona in agosto e prendendo le città di Santander e Gijón e alla fine di novembre, con i nazionalisti che premevano su Valencia, il governo si spostò di nuovo, a Barcellona.

La guerra civile spagnola: 1938

Dopo un aspro scontro i nazionalisti presero il controllo di Teruel il 22 febbraio 1938. Il 14 aprile arrivarono al Mar Mediterraneo tagliando in due la parte di Spagna controllata dai repubblicani. Il governo cercò di trattare la pace in maggio, ma Franco chiese la resa incondizionata, e la guerra continuò a infuriare.

Il governo allora pose tutte le sue risorse in una campagna per riconnettere le due parti del suo territorio, nella Battaglia dell’Ebro, che iniziò il 24 luglio e durò fino al 26 novembre. Il fallimento dell’obiettivo determinò lo sviluppo finale della guerra. Otto giorni prima dell’anno nuovo, Franco reagì lanciando un massiccio attacco alla Catalogna.

La guerra civile spagnola: 1939

I nazionalisti conquistarono la Catalogna nei primi due mesi del 1939. Tarragona cadde il 14 gennaio, Barcellona il 26 gennaio e Girona il 5 febbraio. Cinque giorni dopo l’ultima resistenza in Catalogna fu spezzata. Il 27 febbraio Gran Bretagna e Francia riconobbero il regime di Franco. Il 28 marzo anche Madrid, che ancora resisteva con pochi altri capisaldi, cadde nelle mani dei nazionalisti. Il giorno seguente, anche Valencia, che aveva resistito sotto i cannoni dei nazionalisti per quasi due anni, si arrese. La vittoria fu proclamata il 1° aprile del 1939.