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caravelleLe scoperte geografiche

Le esplorazioni geografiche dei secoli XV e XVI

Rotte per l’India e America

1.    Quali sono le due fondamentali scoperte dei navigatori europei tra XV e XVI sec.?

Tra il XV e la prima metà del XVI secolo gli europei, in particolare i navigatori sostenuti dalla Spagna e dal Portogallo, esplorano nuovi territori e nuove rotte.

Queste esplorazioni portano alla scoperta della rotta che permette di raggiungere l’India circumnavigando l’Africa e di un continente fino allora del tutto ignoto agli europei: l’America.

2.    Perché la ricerca di nuove rotte commerciali per l’Oriente s’intensificò dopo il 1453?

la necessità di trovare nuove vie e rotte marittime per i commerci con l’Oriente, dopo che la conquista turca di Costantinopoli (1453) aveva limitato fortemente i traffici via terra, e nuove fonti di merci pregiate, soprattutto spezie, seta e pietre preziose.

Inoltre, vi fu la curiosità di scoprire nuove terre e la volontà di convertire al cristianesimo i popoli extraeuropei;

3.    Quale nuova rotta fu scoperta dai navigatori portoghesi (Bartolomeo Diaz; Vasco da Gama).

I navigatori portoghesi cercarono una rotta che permettesse di raggiungere l’India circumnavigando l’Africa. Durante questo tentativo essi si assicurarono il monopolio dei commerci lungo le coste atlantiche dell’Africa. Nel 1488 Bartolomeo Diaz superò il capo di Buona Speranza, il punto più meridionale del continente africano. Il 20 maggio 1498 Vasco da Gama raggiunse l’India circumnavigando l’Africa.

Cristoforo Colombo

4.    Quali furono gli avvenimenti che condussero alla scoperta dell’America?

Nel timore di perdere la corsa all’India, i sovrani spagnoli Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia finanziano il genovese Cristoforo Colombo che intende arrivare in Asia navigando verso occidente.

Il 3 agosto 1492 inizia il viaggio di Colombo. La spedizione è costituita da due caravelle, la Niña e la Pinta, dalla nave Santa Marìa e da circa 90 marinai.

Il 12 ottobre 1492 la spedizione sbarca su un’isola dell’arcipelago delle Bahamas; gli indigeni la chiamano Guanahanì, Colombo la ribattezza San Salvador.

Colombo non sa di essere arrivato in un nuovo continente; egli è convinto di essere arrivato in India. Il nome indios (“indiani”) è rimasto da allora a indicare gli abitanti dell’America centro-meridionale.

5.    Qual è l’importanza della scoperta dell’America?

La scoperta dell’America è un avvenimento così importante che l’anno 1492 è usato come data-simbolo della fine del Medioevo e dell’inizio dell’Età moderna. Essa segnò il declino commerciale del Mediterraneo e lo spostamento del baricentro dei traffici commerciali e degli interessi strategici delle potenze europee sull’oceano Atlantico.

Amerigo Vespucci

6.    Chi comprese che Colombo aveva scoperto un nuovo continente?

1499-1503: Amerigo Vespucci esplora le coste dell’America meridionale (Brasile, Argentina) e dimostra che Colombo non aveva raggiunto l’Asia, ma aveva scoperto un nuovo continente. Il Nuovo Mondo fu chiamato “America” in omaggio a Vespucci.

Nel 1513 si ebbe la conferma che l’America era un nuovo continente. Infatti, il portoghese Vasco Núñez de Balboa attraversò via terra lo stretto di Panama e scoprì un nuovo oceano poi chiamato Pacifico per la tranquillità delle sue acque al momento della scoperta.

All’inizio del Cinquecento, mentre gli spagnoli dilagavano nella parte centrale e meridionale del continente, altri europei presero a esplorare le coste atlantiche della sua parte settentrionale. Così fecero l’Inghilterra (con Giovanni Caboto e Sebastiano Caboto) e la Francia (per mezzo di Giovanni da Verrazzano).

Ferdinando Magellano

7.    In cosa consiste l’impresa compiuta da Magellano?

Tra il 1519 e il 1522 i portoghesi, al comando di Ferdinando Magellano, circumnavigano la Terra. La spedizione durò circa tre anni e delle cinque navi e 238 uomini partiti il 29 settembre 1519 tornò solo una nave con 18 marinai; Magellano era stato ucciso durante l’approdo alle Filippine.

Le civiltà amerinde

8.    Quali popolazioni abitavano l’America all’arrivo degli Europei?

All’arrivo degli europei, in America vivono circa 75 milioni di abitanti, pochi meno di quelli dell’Europa del 1500. Gli abitanti originari del continente americano vi erano giunti dall’Asia circa 18-20 mila anni fa.

In America vi sono centinaia di civiltà, con caratteristiche molto diverse tra di loro. Le più avanzate sono le civiltà maya, azteca e inca, stanziate nell’America centrale e andina.

9.    Che cosa caratterizzava la civiltà maya?

I Maya

La civiltà maya si sviluppò nella penisola dello Yucatán nel 1500 a.C. e conobbe il suo massimo splendore tra il IV e il X secolo d.C.

L’organizzazione politica era basata su città-Stato indipendenti.

La società era dominata dalla casta sacerdotale. Al centro dell’economia vi era la coltivazione del mais.

I maya svilupparono conoscenze astronomiche e matematiche avanzate. Sapevano costruire palazzi e templi monumentali. Al tempo stesso non conoscevano l’uso della ruota e dell’aratro e non sapevano lavorare il ferro.

Gli Aztechi

10. Che cosa caratterizzava la civiltà azteca?

Nel XIII secolo d.C. gli Aztechi si insediarono nell’America centrale e diedero vita a un vasto impero con capitale Tenochtitlán.

Come i maya, gli aztechi costruivano enormi templi piramidali. Veneravano dei benigni e divinità distruttive e terrificanti, la cui ira veniva placata attraverso frequenti sacrifici umani.

Gli Inca

11. Che cosa caratterizzava la civiltà inca?

L’Impero inca si sviluppò nel XV secolo d.C., nella regione a cavallo della Cordigliera delle Ande.

La loro economia si basava sulla coltivazione del mais e della patata. Le regioni più impervie erano riservate all’allevamento.

L’abilità degli inca si manifestò nella costruzione di strade, ponti e città in un territorio molto impervio. La città di Machu Picchu si trovava a 2280 metri.

Le civiltà asiatiche

12. Che cosa caratterizzava la civiltà asiatiche?

In India, all’inizio del XVI secolo, si affermò l’impero Moghul, di origine turco-mongola, i cui sovrani musulmani, per un certo periodo, attuarono una politica di pacifica convivenza tra religioni diverse (islam, buddhismo, zoroastrismo, sikhismo e cristianesimo).

In Giappone vigeva un sistema economico-politico simile al feudalesimo medievale europeo. L’imperatore era divinizzato ma di fatto aveva pochi poteri. Il potere reale era esercitato dallo shogun (“protettore militare” dell’imperatore). Le guerre feudali portarono al potere in Giappone nel 1600 la dinastia Tokugawa, che mantenne il titolo di shogun fino al XIX secolo. Nel corso di queste guerre si formò una casta di guerrieri di professione, i samurai.

In Cina la dinastia Ming favorì lo sviluppo economico e promosse, nel XV secolo, importanti esplorazioni verso occidente. Secondo alcuni storici l’ammiraglio Zheng He sarebbe giunto in America prima di Colombo attraversando l’oceano Pacifico. Tuttavia le esplorazioni cinesi cessarono improvvisamente e inspiegabilmente nel 1433.

In Indonesia nel XV secolo si affermarono dei principati arabo-musulmani.

Le civiltà africane

13. Che cosa caratterizzava le civiltà africane?

Gli europei conoscevano bene solo i territori dell’Africa che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Le conoscenze degli europei sull’Africa subsahariana erano invece assai scarse.

I mercanti arabi conoscevano meglio i popoli africani stanziati a sud del Sahara: da tempo avevano avviato con essi intensi scambi commerciali (oro, avorio, schiavi).

L’antichissimo Impero d’Etiopia fu uno dei primi regni cristiani della storia.

Nel XV secolo si formò l’Impero songhai, la cui capitale Timbuctu divenne un importante centro commerciale.

Il Regno del Congo ebbe stretti rapporti con i portoghesi.

Il Regno di Monomotapa era ricco di miniere d’oro.

Le città-Stato swahili erano importanti snodi commerciali. 

Dalle scoperte alle conquiste

14. Quale diverso tipo di colonizzazione attuarono Spagna e Portogallo?

Gli interessi economici di Spagna e Portogallo furono alla base della scelta di creare veri e propri imperi coloniali.

Il Portogallo diede vita a un impero di tipo commerciale, basato su porti fortificati sulle coste dell’Africa e dell’Asia.

La Spagna, invece, formò un impero territoriale, costituito dalle terre strappate alle popolazioni d’America.

15. Che cosa prevedeva il trattato di Tordesillas?

Con il trattato di Tordesillas del 1494 Spagna e Portogallo si accordano per dividersi le aree del globo al di fuori dell’Europa.

Fu tracciata una linea chiamata raya. Le terre a est di questa linea erano riservate ai portoghesi, quelle a ovest agli spagnoli.

L’impero portoghese

16. In quali aree si espanse l’impero portoghese?

  • In Asia i portoghesi creano un sistema di porti fortificati sulle coste (Goa, Ceylon, Giava) per controllare il traffico delle spezie.
  • In Africa occidentale commerciano con le tribù che forniscono loro oro e schiavi da condurre in America per lavorare nelle piantagioni e nelle miniere del Brasile.
  • In Africa orientale controllano molte città swahili della costa, indispensabili per dominare i commerci sull’oceano Indiano.

Le conquiste spagnole

17. In quali aree si espanse l’impero spagnolo?

In America gli spagnoli conquistano ampi territori, in seguito all’attività dei conquistadores (“conquistatori”), avventurieri in cerca di fortuna, militari intraprendenti, personaggi spesso senza scrupoli.

1519-1521: Hernán Cortés conquista e distrugge l’Impero azteco, nonostante la netta inferiorità numerica spagnola.

I vantaggi di Cortés rispetto agli aztechi sono:

  • la disponibilità di armi da fuoco e di cavalli, ignoti alle popolazioni locali;
  • la credenza, diffusasi tra i nativi, del carattere divino degli spagnoli;
  • la capacità di sfruttare le divisioni interne agli aztechi;
  • la diffusione tra gli aztechi di un’epidemia di vaiolo.

Il Messico divenne un “vicereame” con il nome di Nuova Spagna.

1531-1533: Francisco Pizarro, con soli 200 uomini, conquista l’Impero inca e fa uccidere l’imperatore Atahualpa.

Viene così costituito il Vicereame del Perù.

18. Come furono organizzate le colonie spagnole?

Ai coloni fu riconosciuta la proprietà esclusiva delle terre e per garantire sufficiente manodopera furono adottati:

  • la schiavitù, che inizialmente permetteva di fare schiavi gli indios, poi consentì solo di acquistare schiavi neri dai portoghesi;
  • l’encomienda, azienda in cui i padroni delle terre (i coloni spagnoli) avevano poteri feudali sui contadini indios, ridotti alla condizione di servi della gleba.
  • la mita, che costringeva i villaggi indios a fornire migliaia di uomini per lavorare nelle miniere, con conseguenze demografiche disastrse.

Il genocidio delle popolazioni amerinde

19. Quali furono le cause del genocidio delle popolazioni amerinde?

Una delle conseguenze della conquista dell’America fu il genocidio delle popolazioni locali che, nell’arco di un secolo, si ridussero di più del 90%.

Le cause del crollo demografico furono:

  • le stragi perpetrate dagli spagnoli durante la conquista;
  • lo sfruttamento cui gli spagnoli sottoposero la popolazione, obbligata a lavorare in condizione di schiavitù nei campi o nelle miniere;
  • la diffusione in America di microbi europei che portarono malattie che ebbero sulla popolazione locale effetti disastrosi.

L’incontro con i popoli extraeuropei creò anche problemi culturali, cioè legati alla comprensione delle caratteristiche delle altre civiltà. In una prima fase molti europei considerarono gli amerindi non del tutto umani; successivamente se ne riconobbe l’umanità, ma si giudicò la loro civiltà inferiore a quella europea.