Monarchie e stati regionali

guerraMonarchie e stati regionali

A partire dal XIII secolo in Francia, Inghilterra e Portogallo le monarchie feudali si trasformarono in stati nazionali, costituiti da un territorio unificato e governati da sovrani potenti.

 

Gli stati attuali sono governati da un potere sovrano capace di far rispettare le leggi. Questo tipo di organizzazione politica si afferma sul finire del Medioevo in Inghilterra, Francia e penisola iberica. La formazioni di questi stati passa anche attraverso lunghe guerre che aggravano la crisi generale del Trecento e modificano il quadro politico dell’Europa.

Fra XIV e XV secolo in Europa si affermano alcune monarchie dinastiche e territoriali.

Queste monarchie si formano per opera di dinastie di sovrani che, nel corso del tempo:

  • conquistano ampi territori, sottraendoli ai feudatari o ad altre monarchie;
  • concentrano il potere nelle proprie mani, indebolendo i poteri feudali.

La guerra dei Cent’anni

Le monarchie dinastiche di Francia e Inghilterra si scontrano nella guerra dei Cent’anni (1337-1453). Dopo fasi alterne e battaglie sanguinose, la guerra si conclude con la vittoria francese.

  • Il re di Francia afferma la sua autorità e amplia il suo regno.
  • L’Inghilterra abbandona quasi tutti i suoi possedimenti in Francia.

Un’antica controversia feudale tra la monarchia francese, che intendeva affermare la piena sovranità sui suoi feudi, e quella inglese, che rivendicava il possesso della Guienna, fu la causa della guerra dei Cent’anni, insieme a motivazioni di carattere economico.

Il pretesto che diede il via al conflitto fu l’estinzione della dinastia francese dei Capetingi e la pretesa di Edoardo III, re d’Inghilterra, di far valere il suo diritto di successione perché figlio di Isabella (che era stata esclusa dal trono sulla base della legge salica: «Nessuna terra può essere ereditata da una donna, ma tutta la terra spetta ai figli maschi»), ultima erede dei Capetingi.

Jeanne_d'ArcLa guerra durò 116 anni, fu combattuta sempre sul territorio francese e fino al 1429 fu favorevole all’Inghilterra. La riscossa francese fu ispirata dalla figura di Giovanna d’Arco, una contadina animata da spirito religioso che seppe guidare nobili e contadini alla riscossa nazionale.

La guerra si concluse nel 1453. La monarchia francese ne uscì rafforzata, mentre in Inghilterra una nuova crisi dinastica fu causa di una sanguinosa guerra (detta “delle due rose”

 

La Reconquista

Nella penisola iberica la “riconquista” abbatte i regni arabi e porta alla formazione di tre regni cristiani: Portogallo, Castiglia, Aragona. Il Portogallo sviluppò un’economia basata sul commercio con i bacini dei mari del Nord e sull’esplorazione delle coste atlantiche dell’Africa, dove impiantò un fiorente commercio di oro, avorio e schiavi.

L’Aragona, tra la fine del XIII e la metà del XV secolo, annette Baleari, Sardegna e Regno di Napoli.

Nel 1469 Isabella di Castiglia con Ferdinando d’Aragona unì le due corone e creò il regno di Spagna. Nel 1492 l’Aragona e la Castiglia completarono il processo di Reconquista conquistando il piccolo Emirato meridionale di Granada. Nello stesso anno i pregiudizi e gli odi generati da secoli di “guerra santa” determinarono l’espulsione dalle terre di Spagna degli ebrei, alla quale in epoche successive s’aggiunse quella dei mori.

Dalle signorie agli stati regionali in Italia

Gli stati regionali in Italia

In Italia le lotte di fazione all’interno dei comuni terminarono con l’ascesa al potere di esponenti di importanti famiglie cittadine, trasformando le istituzioni comunali in signorie.

Alcune città come Milano, Firenze, Genova e Venezia, nei secoli XIV e XV estesero il loro dominio su estesi territori di dimensione regionale, governati da principi ereditari.

Questi stati ebbero una piccola estensione territoriale; ma erano molto sviluppati dal punto di vista economico e culturale.

Il papato, tornato a Roma nel 1377 da Avignone, riafferma la sua autorità sullo Stato della Chiesa.

Con la pace di Lodi del 1454 i principi italiani pongono fine alle guerre e inaugurano una politica di equilibrio tra le cinque maggiori potenze regionali: Milano, Roma, Venezia, Firenze e Napoli.

Fallito il tentativo degli ultimi esponenti della dinastia degli Hohenstaufen di unire le corone di Sicilia e d’Italia, il Regno di Sicilia passò agli Angioini di Francia; ma la rivolta dei Vespri siciliani consegnò l’isola agli Aragonesi, che nel 1443 ottennero anche il Regno di Napoli. Nello Stato della chiesa fallì il tentativo di ripristinare a Roma l’istituzione repubblicana.

I mutamenti politici in Oriente

La caduta dell’Impero romano d’Oriente e la formazione dell’Impero ottomano

In Oriente la disgregazione dell’impero mongolo favorì tre nuove realtà politiche: i principati russi, la rinascita della Cina sotto la dinastia dei Ming e l’espansione dell’impero ottomano.

caduta-di-Costantinopoli1301: Othman, sultano di una tribù turca insediata in Anatolia, trasformò il piccolo stato in un grande impero che da lui prese il nome di ottomano.

La nuova potenza turco-ottomana, convertita all’islàm, sottrasse ai bizantini l’Anatolia, penetrò nei Balcani e, nel 1453, conquistò Costantinopoli, obiettivo dell’espansione musulmana da otto secoli. La città fu rinominata Istanbul.

 

La caduta di Costantinopoli rafforza l’offensiva turca nei Balcani che per circa due secoli non troverà ostacoli.

In Russia si affermò il Granducato di Mosca (o Moscovia): il suo principe, Ivan III il Grande, rifiutò di pagare il tributo ai mongoli, si proclamò “czar di tutte le Russie” ed estese il suo dominio a tutta l’attuale Russia centro-settentrionale.

Intanto, dal conflitto con il papa e con le signorie italiane, il Sacroromano impero usciva ridimensionato alla sola Germania. Dal 1439 la corona imperiale fu attribuita alla dinastia degli Asburgo d’Austria.

Parlamenti

Francia

Stati generali

Inghilterra

Parlamento

Regni iberici

Cortes

Il potere dei re non era illimitato. Alcune loro decisioni dovevano essere approvate da assemblee di rappresentanti dei ceti sociali più importanti.

Inghilterra 1215

Il Parlamento costringe re Giovanni a concedere la Magna Charta Libertatum (Grande carta delle libertà), un elenco di privilegi a favore di alto clero, nobili e città libere.

In Inghilterra il Parlamento è l’assemblea dei rappresentanti del regno.

Si articola in due “rami”: la Camera dei Lord (nobiltà e alto clero) e Camera dei Comuni (borghesia e piccola nobiltà).

Francia 1302

Il re Filippo IV convoca per la prima volta gli Stati generali, l’assemblea dei rappresentanti dei ceti sociali (“stati”) più importanti: clero, nobiltà, terzo stato, cioè la borghesia.

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