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Abdul Munim Altai, La Straordinaria Storia di Cinque Uomini che Vissero in Iraq

Abdul Munim Altai, La Straordinaria Storia di Cinque Uomini che Vissero in Iraq

Storiaestorie

di Giorgio Baruzzi

Abdul Munim Altai, La Straordinaria Storia di Cinque Uomini che Vissero in Iraq

 

Il libro La Straordinaria Storia di Cinque Uomini che Vissero in Iraq di Abdul Munim Altai, racconta la storia di cinque amici e li accompagna nel loro cammino.

La prima parte del libro racconta le vicende personali e storico-politiche del periodo che vanno dalla rivoluzione popolare irachena del 1920, con la quale si proclamò l’indipendenza dell’Iraq, fino alla seconda rivolta del partito Baath avvenuta nel 1968. La seconda parte parla invece del periodo che va dalla presa del potere del partito Baath (17 luglio 1968), con il successivo avvento della dittatura di Saddam Hussein, fino alla fine della guerra del golfo nel 1992.

Il libro si muove su due piani, strettamente intrecciati, in cui le vicende dei cinque carissimi amici si dipanano nel contesto della travagliata storia dell’Iraq. La parte strettamente storica è di grande interesse, perché ricostruisce con precisione e con abbondanza di informazioni non usuali e di aneddoti le vicende di questo paese. Con grande passione l’autore descrive le tragedie che hanno attanagliato l’Iraq, narrandole in modo impietoso e ricco di dettagli ma al tempo stesso con un grande amore per il proprio paese e per le persone che lo abitano. Nelle pagine del libro leggiamo una vivida descrizione di alcuni momenti storici cruciali per l’Iraq, dall’indipendenza, alla caduta della monarchia, alla presa del potere del partito Baath, all’ascesa di Saddam, alla guerra tra Iraq e Iran, alla prima guerra del Golfo.

La presa del potere del partito Baath segna uno spartiacque decisivo. Non per caso l’autore fa precedere questa seconda parte da una specifica Introduzione. Qui la figura di Saddam Hussein diviene centrale, con il suo seguito di sadismo, estrema violenza, di crudeltà, di narcisismo che caratterizzarono il regime del dittatore iracheno. Munim Altai non si limita a descrivere le atrocità del dittatore e dei suoi figli, in particolare Uday, ma analizza anche impietosamente le plateali contraddizioni delle potenze occidentali, Stati Uniti in primis, che ora appoggiarono e ora contrastarono il dittatore, sulla base delle proprie convenienze e dei propri interessi. Le potenze che in seguito decisero di abbattere Saddam sono le stesse che ne avevano favorito l’ascesa e che poi si erano servite di lui, fino a quando non era diventato ingombrante.

Tra le drammatiche vicende presenti nel libro vi è la descrizione della tragica guerra tra Iraq e Iran, una guerra atroce che è valsa all’Iraq l’appellativo di “Nazione delle vedove”.

Durante la guerra durata ben otto anni, dal 1980 al 1988, malgrado la crisi economica, continuavano ininterrottamente le lussuose celebrazioni e i festeggiamenti del regime. Nonostante gli insuccessi concreti, i cerimoniali dei festeggiamenti esaltavano pomposamente Saddam, come un eroe. Non pochi intellettuali, scienziati e artisti declinarono gli inviti, rifiutandosi di partecipare a quelle mostruose manifestazioni, altri non esitarono persino a esprimere le loro critiche, memori di quel che, coraggiosamente, aveva fatto a Baghdad nel 1985 il grande poeta siriano Nizar Qabbani, alla presenza del Ministro dell’Informazione.

Nizar Qabbani, con sorpresa di tutti, in quell’occasione non fece l’elogio di Saddam, come chi l’aveva preceduto, ma con un suo testo poetico criticò duramente la drammatica situazione dei diritti umani e delle libertà in Iraq e nella maggior parte dei paesi islamici.

La popolazione irachena accolse con gioia la fine della guerra con l’Iran, ma il peggio doveva ancora venire, e venne con l’occupazione del Kuwait decisa da Saddam, che portò il paese a precipitare sempre più in un baratro dal quale ancora non è uscito, neppure dopo la caduta del dittatore.

Parallelamente alla storia dell’Iraq e inevitabilmente interconnesse con essa si muovono le vite di cinque amici: Suheil, Ahmad, Kamal, Albir e Faik.

I cinque ragazzi si conoscono giovanissimi, al liceo di Bassora, e in pochi giorni il legame tra di loro si consolida fortemente. L’inquieta situazione in cui si trovava l’Iraq si riflette negli atteggiamenti e nelle discussioni all’interno del gruppo dei cinque  ragazzi, nel liceo di Bassora.

All’università di Baghdad, con l’eccezione di Faik che si reca a studiare all’estero, i cinque amici frequentano facoltà diverse, e i loro percorsi di vita divergono. Suheil compie studi letterari e si dedicherà all’insegnamento, Ahmad diventerà avvocato, Kamal frequenta l’Accademia militare ed entrerà nell’esercito, Albir diventerà ingegnere e Faik diventerà medico.

Le vicende politiche del paese li vedono coinvolti, in misura più o meno intensa e drammatica. Sono presi dalla politica, in particolare, Suheil e Ahmad, su fronti politici diversi. Suheil aderisce al partito “Al Baath”, mentre Ahmad diviene membro di un partito clandestino di estrema sinistra “Al Tahrir Al Watani”. Gli incontri tra i cinque amici proseguono, ma spesso si accendono aspre e violente discussioni, in particolare tra Suheil e Ahmad.

Intanto Kamal termina i suoi studi all’Accademia Militare e viene nominato sottotenente nell’esercito iracheno, mentre Albir diventa vice direttore del reparto di irrigazione nel “Consiglio di costruzione”.

Il 14 luglio 1958 un colpo di Stato dell’esercito porta alla caduta del regime monarchico e viene proclamata la Repubblica. Il giovane Re Faisal II e il reggente l’Emiro Abdul Ilah vengono uccisi.  Protagonisti della rivolta sono gli “Ufficiali Liberi” con a capo “al Zaim” Abd al-Karīm Qāsim, e il suo vice, il colonnello ʿAbd al-Salām ʿĀrif.

Ahmad, Suheil e Kamal, legati da sentimenti puri e profondi, dapprima orgogliosi e felici per l’esito della prima rivoluzione che porta alla caduta del regime monarchico, diventeranno acerrimi nemici. La situazione politica in Iraq, infatti, diventò ben presto molto critica e il popolo si divise in due fazioni radicalmente opposte e ostili.

Inizialmente Kamal e Suheil, pur appartenendo a due schieramenti politici diversi erano dalla stessa parte, contro il regime di  Abd al-Karīm Qāsim e i partiti di centro sinistra che lo sostenevano. Il primo era membro dello stesso partito del quale faceva parte il suo comandante ed ex vice del “Zaim” ʿAbd al-Salām ʿĀrif, il partito “Al Istiqlal” (L’indipendenza). L’altro, invece, era un membro attivo del partito “Al Baath” (La resurrezione).

L’8 febbraio 1963 Abd al-Karīm Qāsim viene ucciso nel corso di un colpo di Stato che porta al potere il partito Ba’th unitamente agli indipendentisti nazionalisti. Nasce quindi un nuovo governo con alla presidenza ʿAbd al-Salām ʿĀrif per gli indipendentisti nazionalisti e Ahmad Hasan al-Bakr come presidente del consiglio per il Ba’th. In novembre del 1963 con un altro colpo di Stato il presidente ʿAbd al-Salām ʿĀrif elimina dalla scena governativa i baathisti e molti di loro vengono arrestati. Dopo la morte violenta di quest’ultimo sarà suo fratello, il colonnello ʿAbd al-Rahmān ʿĀrif a guidare il Paese. Infine, 17 luglio 1968 il Ba’th tornerà al potere con un nuovo colpo di Stato, guidato dal generale Ahmad Hasan al-Bakr.

In seguito al colpo di Stato dell’8 febbraio 1963 anche Faik fu arrestato, pur non appartenendo a nessun partito e non partecipando in modo attivo alla lotta politica. Insieme a lui vennero arrestati tanti altri professionisti, intellettuali, studenti, operai e contadini, caricati su enormi camion della polizia diretti verso un immenso campo di concentramento in una zona periferica di Baghdad.

Dopo aver rivestito incarichi politici di rilievo, travolti dalle drammatiche vicende politiche del paese, Ahmad, Suheil e Kamal saranno tutti vittime del clima di odio e di guerra civile che travagliava il paese, torturati e uccisi.

La seconda parte del libro, come si diceva, racconta le vicende del regime di Saddam Hussein. Morti Ahmad, Suheil e Kamal, restano Albir e Faik. Il primo, che rivestiva un ruolo importante a livello ministeriale, vive la tragica vicenda della morte di un figlio nella guerra Iran-Iraq. Poi un giorno viene sequestrato e per circa un mese torturato atrocemente, finché viene rilasciato quando i suoi torturatori si rendono conto che è stato arrestato per errore, per uno scambio di identità. Albir sopravvive alle torture, ma non sarà più la stessa persona e dopo qualche tempo si ammala di cancro e muore.

L’autore del libro, il dottor Abdul Munim Altai (Faik), è stato primario nel principale ospedale di Baghdad e per più di trent’anni il medico di fiducia dell’Ambasciata italiana e delle più importanti società italiane in Iraq. È stato un uomo che ha fatto del reciproco rispetto e del diritto alla libertà un fondamento della propria esistenza, fiero fino alla fine di essere iracheno.

Dopo la morte del padre, la figlia Muna ha curato in Italia la traduzione e la stampa del libro, dopo otto intensi anni di lavoro e di ricerche.

Abdul Munim Altai, La Straordinaria Storia di Cinque Uomini che Vissero in Iraq. Schena editore, 2018.

 

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Cronologia:

16 maggio1916: l’accordo Sykes-Picot  concede alla Francia il Vilayet di Mousul
25 aprile 1920: Trattato di Sanremo – Inghilterra e Francia si spartiscono le frontiere e i mandati su Iraq, Siria, Palestina e Libano.
1920: Rivoluzione popolare irachena contro il mandato inglese.- Indipendenza e primo  governo iracheno.
1921: l’Emiro Faisal cacciato dal trono in Siria dall’esercito francese, viene consacrato Re dell’Iraq.
1930: il governo britannico accorda l’indipendenza formale all’Iraq.
3 ottobre 1932: il governo britannico riconosce ufficialmente l’indipendenza dell’Iraq, seppure ancora limitata sotto alcuni aspetti militari ed economici.
1935: Re Faisal muore e sale al trono suo figlio Ghazi I, che poco dopo muore in un misterioso incidente automobilistico. Re Faisal II, figlio di re Ghazi I sale al trono sotto la reggenza del cugino giordano, l’emiro Abdul Ilah, perché non ha ancora raggiunto la maggiore età.
1936: colpo di stato del generale Bakr Sidqi. Poco tempo dopo viene assassinato all’aeroporto di Mousul. Bakr voleva creare un regime repubblicano, sul modello di quello turco di Kemal Ataturk.
1939: scoppia la seconda guerra mondiale..
Maggio 1941: l’Iraq dichiara la guerra contro gli Inglesi e indirettamente contro tutte le forze alleate.
1950: il primo ministro Nuri Al Said partecipa alla costituzione del “Patto di Baghdad”, l’alleanza militare fra Turchia, Pakistan e Iraq, sotto l’egida statunitense, contro l’estensione dell’influenza sovietica in Medio Oriente.
14 luglio1958: rivolta che porta alla caduta del regime monarchico. Proclamata la Repubblica. Uccisione del giovane Re Faisal II e del reggente l’Emiro Abdul Ilah. Rivolta attuata dagli “Ufficiali Liberi” con a capo “al Zaim” Abdul Karim Qāsim, e il suo vice, il colonnello ʿAbd al-Salām ʿĀrif.
8 febbraio 1963: Qāsim viene ucciso nel corso di un colpo di Stato, che porta al potere il partito Ba’th unitamente agli indipendentisti nazionalisti.
18 novembre 1963: il Ba’th viene eliminato dalla scena governativa da un altro colpo di Stato ad opera del colonnello ʿAbd al-Salām ʿĀrif. Dopo la morte violenta di quest’ultimo sarà suo fratello, il colonnello ʿAbd al-Rahmān ʿĀrif a guidare il Paese.
17 luglio 1968: il Ba’th è riportato al potere da un nuovo colpo di Stato, guidato dal generale Ahmad Hasan al-Bakr, quarto presidente della repubblica dell’Iraq.
1970: il governo concede ai curdi ampia autonomia. Ciò non fa cessare la ribellione curda guidata da Mustafa Al Barzani, sostenuto dall’Iran e Israele.
30 giugno 1971: storico decreto per la nazionalizzazione della I.P.C. “Iraq Petroleum Company”.
Magnifico periodo di prosperità, grazie al vertiginoso aumento del bilancio dello Stato.
1975: Stipulato l’Accordo di Algeri tra Iraq e Iran, che divideva tra i due paesi le acque dello  Shatt Al Arab.
1978: A.H.Al Bakr e H. Al Assad, si accordano per l’unificazione di Iraq e Siria.
01 febbraio 1979: l’Ayatollah Khomeini torna in patria dopo 15 anni di esilio.
16 luglio 1979: il presidente Ahmad Hassan Al Bakr si dimette in favore del suo vice Saddam Hussein, che elimina i suoi oppositori all’interno del partito (Strage dei camerati).
01 settembre 1980: Saddam annulla l’Accordo di Algeri e le acque dello Shatt Al Arab tornano ad essere tutte irachene.
22 settembre 1980: scoppia la guerra fra l’Iraq e l’Iran. Saddam inizia la guerra senza dichiararla, nella notte tra il 22 e 23 settembre 1980, con un massiccio attacco aereo e terrestre.
Aprile 1988: “La Battaglia del Benedetto Ramadan” massiccio attacco iracheno per liberare Al-Faw segna la fine del conflitto.
20 agosto 1988: la guerra si conclude dopo otto anni senza vincitori né vinti.
17 luglio 1989: nell’anniversario della “rivoluzione”, Saddam accusa il Kuwait di sottrarre petrolio dai pozzi di Rumaila e di affamare l’Iraq con la richiesta di alzare la propria quota OPEC. Inoltre, chiese di ridisegnare la frontiera fra i due paesi.
02 agosto 1990:  Le truppe irachene entrano in Kuwait,  che viene quasi completamente occupato
15 gennaio 1991: Scade l’ultimatum dell’ONU all’Iraq per il ritiro dal Kuwait
2:45 am del 17 gennaio 1991: Scoppia la guerra. Grandi esplosioni di bombe e missili..
26 febbraio 1991: Saddam accetta l’immediata ritirata dal Kuwait in 24 ore e le risoluzioni dell’ONU.
27 febbraio 1991 – Dichiarazione del cessate il fuoco.