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La ripresa dei commerci

La ripresa dei commerci

Storiaestorie

di Giorgio Baruzzi

La ripresa dei commerci

(Storia in corso)
Quali sono i quattro aspetti presentati nel capitolo 3: “La ripresa dei commerci”?
  • La ripresa degli scambi commerciali;
  • le fiere e i mercati come centro della vita economica
  • i nuovi strumenti finanziari;
  • l’impero mongolo come fattore di stabilità nei traffici commerciali.
Quali furono le cause della ripresa dei commerci in Europa?
  • La crescita della popolazione;
  • la crescita della produzione agricola;
  • la conseguente crescita di merci;
  • la maggiore efficienza e sicurezza delle strade e delle rotte marittime.
Quali furono i settori del commercio che aumentarono maggiormente?
  • Nel commercio a breve distanza crebbe la domanda di cibi, bevande, tessuti, pietre, metalli, legname.
  • Nel commercio intercontinentale crebbe soprattutto il commercio di “merci grosse”: grano, sale, vino, pesce, legname, marmi, tessuti, mentre restò stabile il commercio di merci pregiate (spezie, gioielli, pietre preziose, profumi), che non era venuto meno nell’Alto Medioevo.
Quale ruolo giocò l’Italia e perché?
  • L’Italia trasse vantaggio dalla ripresa dei commerci intercontinentali, a causa della sua collocazione al centro del Mediterraneo, e svolse la funzione di “ponte” tra Oriente e Occidente, grazie anche allo sviluppo delle città marinare (Venezia, Genova, Pisa, Amalfi).
Che cosa favorì l’affermazione di Venezia nel commercio con l’Oriente?
  • Il commercio di Costantinopoli e dell’Impero romano d’Oriente fece capo in larga parte a Venezia e la città divenne così importante che l’imperatore concesse ai mercanti veneziani il permesso di costruire fondaci in tutti i porti orientali dell’impero, oltre che vantaggi fiscali.
Quali furono le merci più redditizie commerciate da Venezia?
  • I mercanti veneziani si spinsero in Siria, in Egitto e nell’Africa settentrionale; importavano spezie, profumi e tessuti pregiati, mentre da Venezia partivano verso Oriente legname, sale, tessuti e pellame che provenivano dall’Europa. Importante per Venezia fu il commercio di schiavi.
Spiega il significato dei termini:
  • domanda: richiesta di merci da parte della popolazione;
  • fondaco: edificio che fungeva da magazzino per le merci e da alloggio per i mercanti;
  • “merci grosse”: grano, sale, vino, pesce, legname, marmi, tessuti
  • repubbliche marinare: Venezia, Genova, Pisa e Amalfi;
  • Hansa: lega commerciale delle città tedesche.
Quali erano le basi del potere e della ricchezza delle repubbliche marinare?
  • Esse traevano potere e ricchezza dal commercio marittimo e dal controllo del mare tramite le proprie flotte mercantili e militari.
Che cosa sono i ”due Mediterranei” secondo lo storico Braudel?
  • Sono due grandi bacini di traffico commerciale: il primo è il Mediterraneo vero e proprio, mentre il “secondo Mediterraneo” è l’area costituita dal Mare del Nord e dal Mar Baltico.
Quali sono le tre aree del “primo” Mediterraneo? Che cosa le unificò?
  • Il Mediterraneo si articolava in tre aree: Impero bizantino; Impero arabo (califfati musulmani); Occidente cristiano (Francia e Italia). Esso fu unito sul piano commerciale dall’attività delle città marinare.
Che cosa fu e quale ruolo svolse la Lega anseatica?
  • Le città tedesche si associarono nella Lega anseatica (Hansa), una confederazione con scopi commerciali che raggruppava oltre duecento città, che disponeva di una flotta mercantile, di fondaci nei principali centri dell’Europa settentrionale e di una flotta militare. Essa contribuì alla ripresa dei commerci a lunga distanza.
Quale evento storico offrì la possibilità alle navi cristiane di aprire le rotte lungo le coste atlantiche?
  • La riconquista cristiana della penisola iberica permise lo sviluppo di una rotta marittima dei traffici commerciali tra i due Mediterranei (attraverso lo stretto di Gibilterra) in precedenza ostacolati dai musulmani.
Che cos’erano e quale ruolo svolgevano le fiere nel Medioevo?
  • L’espandersi dei commerci spinse molte città a creare le fiere. Per attirare i mercanti molte città istituirono le fiere, ossia dei grandi mercati periodici. Le fiere più importanti sono quelle della Champagne e delle Fiandre.
Come e perché le autorità feudali favorivano le fiere?
  • Le autorità feudali (principi, conti, marchesi, duchi e vescovi) compresero l’importanza del commercio, perciò assicurarono protezione e privilegi ai mercanti che si incontravano nelle fiere.
Quali servizi erano forniti ai mercanti dai banchi dei cambiavalute?
  • Tornò in uso la moneta come mezzo di scambio. Nelle fiere i cambiavalute sui loro banchi effettuavano le operazioni di cambio delle monete. Nel XII secolo, alcuni cambiavalute accettavano depositi di denaro su cui corrispondevano un interesse, e concedevano prestiti di denaro applicando un interesse a favore del banco: nascono così le prime banche moderne.
Di quali strumenti finanziari si dotarono i mercanti per facilitare gli spostamenti di denaro?

I principali strumenti di credito utilizzati dai mercati e offerti dai cambiavalute furono:

  • conto corrente: un mercante che intraprendeva un viaggio d’affari depositava presso il banco della sua città una certa somma ottenendo in cambio una:
  • lettera di credito: con cui poteva prelevare presso il banco di un’altra città il denaro corrispondente;
  • lettera di cambio, antenata della moderna cambiale: con cui un acquirente prometteva di pagare una cifra pattuita per la merce ricevuta indicando luogo e data del versamento;
  • depositi di denaro: somme depositate nei forzieri dei banchi, su cui veniva corrisposto un interesse;
  • credito a interesse: prestito di denaro da parte dei banchi, dato a mercanti e artigiani, che dovevano pagare un interesse.
Quale atteggiamento assunse la Chiesa, nel Medioevo, nei confronti dell’usura? Come cambiò?
  • Nel Medioevo la Chiesa inizialmente condannava duramente l’usura, considerata un peccato mortale contro natura, che comportava necessariamente la dannazione eterna dell’usuraio (vedi Inferno di Dante; pioggia di fuoco). La teoria del purgatorio che la Chiesa elaborò permise agli usurai una via di riscatto e di salvezza.
Su quali aree si estese l’impero mongolo?
  • Il capo mongolo Temugin (Gengis Khan=imperatore universale) unificò le tribù turche e mongoliche, creando un vasto impero, ampliato dai suoi successori, che andava dalla Persia all’Europa orientale e alla Cina, che fu conquistata.
Quali conseguenze ebbe sull’economia europea la formazione dell’impero mongolo?
  • L’Impero mongolo instaurò un periodo di pace che rese sicure le due grandi vie di scambio tra Occidente ed Estremo Oriente (con la Cina come punto di arrivo): la via della seta (che partiva dalla Siria) e la via tartara (dalla Crimea).
Chi fu Marco Polo e che cosa fece?
  • Marco Polo (figlio di Niccolò) seguì nel 1271 il padre e lo zio nel viaggio verso la Cina e conquistò la fiducia del Gran Khan Kubilai, che gli affidò varie missioni.

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L’espansione dell’Europa dopo l’anno Mille

L’espansione dell’Europa dopo l’anno Mille

Storiaestorie

di Giorgio Baruzzi

L’espansione dell’Europa dopo l’anno Mille

Lo sviluppo economico dopo il Mille

Già prima del Mille inizia un incremento demografico che prosegue fino al XIII secolo, provocando un aumento della domanda di prodotti alimentari e di manufatti. Nelle campagne nascono nuove forme di contratto agrario e nuove tecniche di coltivazione e si avvia lo sviluppo dell’industria manifatturiera, i cui prodotti vengono venduti attraverso un flusso di traffici commerciali sempre più ampio.

Lo sviluppo urbano

Le città si ripopolano e le mura vengono via allargate: quelle di Firenze, ad esempio, di origine romana, sono ampliate nel 1173 e poi nel 1284. All’interno dello spazio cittadino la produzione artigianale e le attività bancarie si intensificano. La vivace atmosfera dei grandi centri urbani attrae uomini dalle campagne e richiama anche la “piccola nobiltà”, che impiega le sue rendite in attività mercantili, piuttosto che nel mantenimento delle proprietà terriere.

La crescita della popolazione

All’inizio del Medioevo (anno 600-V secolo) la popolazione europea era drasticamente diminuita e le città si erano spopolate. A partire dal X-XI secolo la popolazione europea iniziò a crescere, grazie anche all’aumento della produzione agricola e a una generale ripresa economica.  Nell’anno Mille era quasi raddoppiata e continuò a crescere fino al 1300.

Le cause principali della crescita demografica furono:
  • la minore diffusione di malattie;
  • l’aumento della produzione agricola.
Le cause dello sviluppo dell’agricoltura furono:
  • Estensione delle terre coltivate, disboscamento delle foreste e bonifica di terreni paludosi.
  • Utilizzo di nuove tecniche di coltivazione, come la rotazione triennale che permettono di ottenere raccolti più ricchi.
  • Utilizzo di nuovi strumenti, come l’aratro pesante, il collare a spalla, la ferratura degli zoccoli, i mulini a vento e ad acqua.

L’aratro pesante era trainato da animali dotati di giogo rigido. Aveva le ruote e due lame di ferro: il coltro spaccava le zolle; il versoio rivoltava il terreno in profondità.

L’erpice è formato da tante lame che sminuzzano le zolle dopo il passaggio dell’aratro.

Gli zoccoli dei cavalli sono ferrati per sfruttare meglio la forza dell’animale.

Lo sfruttamento agricolo di nuove terre fu favorito:

  • dai grandi feudatari, che volevano maggiori ricchezze;
  • dai monaci che si stabilivano in luoghi selvaggi e incolti per vivere in solitudine, coltivavano i terreni e attiravano i contadini.

L’espansione dopo il Mille

Molti contadini accettarono di abbandonare i propri paesi perché nelle nuove terre avevano la possibilità di vivere più liberi e meno poveri.

Dall’XI secolo si diffondono i mulini ad acqua per la produzione di farina o olio.

I mulini a vento vengono introdotti a partire dal XII secolo.

Dopo il Mille l’Europa si espande verso più direzioni:
  • Espansione verso la penisola iberica.
  • Espansione verso l’Europa nord-orientale.
  • Espansione verso il Mediterraneo orientale.
Le cause dell’espansione europea
Cause economiche:
  • ricerca di nuove vie e rotte commerciali;
  • necessità di nuove terre da coltivare.
Cause politiche:
  • conquista di nuovi territori da parte dei sovrani e dei signori feudali.
Cause religiose:
  • diffondere la religione cristiana con le armi;
  • difendere i pellegrini cristiani.
La Reconquista

A partire dall’XI secolo, nella penisola iberica i piccoli regni cristiani del nord intraprendono una “riconquista” ai danni degli arabi.

In due secoli la riconquista riporterà quasi tutta la Spagna nelle mani dei cristiani, con la sola eccezione dell’Emirato di Granada.

L’espansione verso Est

Dopo il Mille molti contadini tedeschi si spostarono verso Est, spinti dai signori feudali e dai vescovi, il cui obiettivo era estendere le terre coltivate e diffondere il cristianesimo.

L’espansione verso Est fu affidata all’ordine monastico-militare dei Cavalieri teutonici.

Le crociate

Alla fine dell’XI secolo, i crociati riuscirono a conquistare Gerusalemme e la Palestina. Ma in seguito i musulmani riconquistarono buona parte della Palestina.

Nel 1187 il sultano d’Egitto Salah al-Din (il “Saladino”) riconquistò Gerusalemme.

Le successive crociate non riuscirono più a scacciare i musulmani dai luoghi santi.

I cavalieri crociati erano abili nello scontro a cavallo. Molto più difficile per loro era l’assedio, che poteva durare anche mesi. L’accampamento era nei pressi delle mura assediate. I crociati impiegavano macchine da guerra, catapulte e torri mobili.

Obiettivi delle crociate
  • Difendere i pellegrini diretti in Terra Santa.
  • Diffondere il cristianesimo.
  • Conquistare nuove terre e nuovi mercati.
  • Spingere i feudatari a combattere contro l’islàm anziché fra di loro.
Protagonisti
  • Sovrani, feudatari, popolo.
  • Mercanti europei.

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Discorso di papa Urbano II

Discorso di papa Urbano II

urbano_iiDiscorso di papa Urbano II al concilio di Clermont-Ferrand (1095)

Per la qual cosa insistentemente vi esorto – anzi non sono io a farlo, ma il Signore – affinché voi persuadiate con continui incitamenti, come araldi di Cristo, tutti, di qualunque ordine (cavalieri e fanti, ricchi e poveri), affinché accorrano subito in aiuto ai cristiani per spazzare dalle nostre terre quella stirpe malvagia.

(altro…)

L’Europa nell’anno Mille

L’Europa nell’anno Mille

Storiaestorie

di Giorgio Baruzzi

L’Europa nell’anno Mille

L’area mediterranea. 

L’inizio del Medioevo e le tre aree del Mediterraneo

Gli storici fanno tradizionalmente coincidere l’inizio del Medioevo con la caduta dell’impero romano d’Occidente (476), quando, in seguito alle invasioni barbariche, l’ultimo imperatore fu destituito e l’Europa si frantumò in una serie di regni romano-barbarici. Secondo lo studioso Pirenne, invece, lo stile di vita romano continuò ad essere seguito anche dopo la caduta dell’impero, così come il sistema economico “mediterraneo” continuò ad esistere secondo le linee impostate dai romani stessi. Secondo Pirenne, il vero punto di svolta è rappresentato dall’espansione araba del VII secolo che provocò l’isolamento dell’Europa occidentale, ridottasi a civiltà quasi esclusivamente rurale, con uno spostamento del centro di gravità dalle regioni mediterranee a quelle europee. L’economia si impoverì e scomparvero gli scambi commerciali su lunga distanza. Secondo Pirenne, “senza l’Islam, l’impero dei Franchi non sarebbe forse mai esistito e, senza Maometto, Carlomagno sarebbe inconcepibile”.

Nell’anno Mille il Mediterraneo si divideva in tre grandi aree economiche, politiche e culturali: quella arabo-musulmana, in cui spiccava il Califfato abbaside; l’impero romano cristiano d’Oriente greco-ortodosso, con capitale Costantinopoli; l’Europa cristiana latino-cattolica, con capitale spirituale Roma. Il mondo arabo-musulmano era allora il più evoluto e potente.

La fine dell’impero carolingio.

Il Sacro romano impero, fondato nell’800, si divise pochi anni dopo la morte di Carlo Magno.

Tra le ragioni che impedirono all’impero di sopravvivere vi furono:

  • un potere centrale debole;
  • inefficienti vie di comunicazione;
  • nuove invasioni.

divis imperoAnno 843: con il trattato di Verdun l’imperatore Lotario e i fratelli Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico dividono l’impero in tre regni autonomi.

Carlo il Calvo ottiene la parte occidentale dell’impero (all’incirca l’odierna Francia).

Lotario ottiene il Ducato di Spoleto, la Toscana e l’Italia settentrionale, la Provenza e una lunga striscia di territorio tra le Alpi e il Mare del Nord.

Ludovico il germanico ha la parte orientale (pressappoco le attuali Germania, Austria e Svizzera).

IX-X secolo: arrivano nuovi invasori

Dal Nord Africa provengono i pirati saraceni, musulmani. Dall’Asia centrale irrompono i cavalieri ungari che, dopo aver invaso l’Europa orientale fondarono un nuovo stato nella regione della Pannonia, che da allora fu chiamata Ungheria. Dalla Scandinavia arrivano i Normanni o Vichinghi. Dal X secolo si stabiliscono nella Francia settentrionale e i loro capi diventano vassalli del re di Francia.

L’espansione dei Normanni

I Normanni si spinsero in Islanda e in Groenlandia. Intorno all’anno Mille raggiunsero le regioni dell’America settentrionale. Nel 1066 il duca Guglielmo il Conquistatore conquistò l’Inghilterra. Nell’XI secolo i normanni conquistarono la Puglia, la Calabria e la Sicilia. Nel 1130, Ruggero II d’Altavilla divenne re di Sicilia e Napoli.

I Normanni si diressero verso le pianure russe dove fondarono il Principato di Kiev.

La Chiesa e il feudalesimo

La Chiesa venne coinvolta nel sistema feudale e molti dei suoi esponenti cominciarono a esercitare un potere politico. Ciò contribuì a limitare le violenze dei feudatari laici, ma in molti casi allontanò la Chiesa dai suoi compiti religiosi.

I tre ordini

Alcuni religiosi (Adalberone vescovo di Laon in Francia) elaborarono una teoria della società in cui si affermava che il sistema feudale era voluto da Dio e che Dio voleva che la società fosse divisa in tre “ordini”.

Gli oratores, quelli che pregano, cioè i religiosi

I bellatores, quelli che combattono, nobili e guerrieri

I laboratores, quelli che lavorano, ossia i contadini

In epoca feudale molti esponenti del clero coltivavano interessi politici e ricercavano la ricchezza. Dal secolo XI alcuni abati, vescovi e papi cercarono di riformare la Chiesa.

Comportamenti immorali dei religiosi:
  • nella vita privata: ecclesiastici che convivevano con donne (concubinato) o che avevano moglie e figli (nicolaismo);
  • nello svolgimento della loro missione: ricerca di guadagno attraverso le pratiche religiose e commercio di cariche pubbliche (simonia).

Il movimento di riforma partì dai monaci. Vennero fondati nuovi ordini.

  • L’ordine cluniacense: autonomia dei monasteri dai poteri politici; vita di preghiera e di studio.
  • L’ordine dei camaldolesi: eremitaggio, cioè l’isolamento dei monaci in luoghi lontani dalla civiltà.
  • Certosini e cistercensi: bonifica di terre abbandonate, che vennero trasformate in campi coltivati.

Il Sacro romano impero diventa germanico

Nel 962 Ottone I re di Germania si fa incoronare re d’Italia e imperatore del Sacro romano impero germanico da papa Giovanni XII. Ottone I restaura il Sacro romano impero che fu chiamato “germanico” per sottolinearne il carattere prevalentemente tedesco.

Ottone I assegna i feudi più importanti a vescovi e abati. Così, alla morte del vescovo-conte, senza figli eredi, il feudo ritornava in possesso del re.

La lotta tra Chiesa e Impero

Chi doveva avere maggiore potere tra il papa e l’imperatore?

Per la dottrina cesaropapista il potere dell’imperatore è superiore a quello della Chiesa. Per la dottrina teocratica il potere della Chiesa è superiore a quello politico. La conseguenza fu, nel secolo XI, uno scontro tra papa e imperatore.

La lotta per le investiture

Papa Gregorio VII sosteneva che la nomina (investitura) dei vescovi-conti spettava al papa. L’imperatore Enrico IV sosteneva che essa spettava all’imperatore.

Lo scontro fra papato e impero si concluse solo nel 1122 con il Concordato di Worms, secondo il quale i vescovi dovevano ricevere l’investitura sia dal papa sia dall’imperatore. In Italia il vescovo era prima nominato dal papa e poi riceveva l’investitura feudale dall’imperatore mentre in Germania l’investitura feudale dell’imperatore precedeva la nomina a vescovo da parte del papa. Rimaneva aperta la questione su quale dei due poteri fosse superiore all’altro.

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Monarchie e stati regionali

Monarchie e stati regionali

Storiaestorie

di Giorgio Baruzzi

Monarchie e stati regionali

A partire dal XIII secolo in Francia, Inghilterra e Portogallo le monarchie feudali si trasformarono in stati nazionali, costituiti da un territorio unificato e governati da sovrani potenti.

Gli stati attuali sono governati da un potere sovrano capace di far rispettare le leggi. Questo tipo di organizzazione politica si afferma sul finire del Medioevo in Inghilterra, Francia e penisola iberica. La formazioni di questi stati passa anche attraverso lunghe guerre che aggravano la crisi generale del Trecento e modificano il quadro politico dell’Europa.

Fra XIV e XV secolo in Europa si affermano alcune monarchie dinastiche e territoriali.

Queste monarchie si formano per opera di dinastie di sovrani che, nel corso del tempo:

  • conquistano ampi territori, sottraendoli ai feudatari o ad altre monarchie;
  • concentrano il potere nelle proprie mani, indebolendo i poteri feudali.

La guerra dei Cent’anni

Le monarchie dinastiche di Francia e Inghilterra si scontrano nella guerra dei Cent’anni (1337-1453). Dopo fasi alterne e battaglie sanguinose, la guerra si conclude con la vittoria francese.

  • Il re di Francia afferma la sua autorità e amplia il suo regno.
  • L’Inghilterra abbandona quasi tutti i suoi possedimenti in Francia.

Un’antica controversia feudale tra la monarchia francese, che intendeva affermare la piena sovranità sui suoi feudi, e quella inglese, che rivendicava il possesso della Guienna, fu la causa della guerra dei Cent’anni, insieme a motivazioni di carattere economico.

Il pretesto che diede il via al conflitto fu l’estinzione della dinastia francese dei Capetingi e la pretesa di Edoardo III, re d’Inghilterra, di far valere il suo diritto di successione perché figlio di Isabella (che era stata esclusa dal trono sulla base della legge salica: «Nessuna terra può essere ereditata da una donna, ma tutta la terra spetta ai figli maschi»), ultima erede dei Capetingi.

La guerra durò 116 anni, fu combattuta sempre sul territorio francese e fino al 1429 fu favorevole all’Inghilterra. La riscossa francese fu ispirata dalla figura di Giovanna d’Arco, una contadina animata da spirito religioso che seppe guidare nobili e contadini alla riscossa nazionale.

La guerra si concluse nel 1453. La monarchia francese ne uscì rafforzata, mentre in Inghilterra una nuova crisi dinastica fu causa di una sanguinosa guerra (detta “delle due rose”).

La Reconquista

Nella penisola iberica la “riconquista” abbatte i regni arabi e porta alla formazione di tre regni cristiani: Portogallo, Castiglia, Aragona. Il Portogallo sviluppò un’economia basata sul commercio con i bacini dei mari del Nord e sull’esplorazione delle coste atlantiche dell’Africa, dove impiantò un fiorente commercio di oro, avorio e schiavi.

L’Aragona, tra la fine del XIII e la metà del XV secolo, annette Baleari, Sardegna e Regno di Napoli.

Nel 1469 Isabella di Castiglia con Ferdinando d’Aragona unì le due corone e creò il regno di Spagna. Nel 1492 l’Aragona e la Castiglia completarono il processo di Reconquista conquistando il piccolo Emirato meridionale di Granada. Nello stesso anno i pregiudizi e gli odi generati da secoli di “guerra santa” determinarono l’espulsione dalle terre di Spagna degli ebrei, alla quale in epoche successive s’aggiunse quella dei mori.

Dalle signorie agli stati regionali in Italia

Gli stati regionali in Italia

In Italia le lotte di fazione all’interno dei comuni terminarono con l’ascesa al potere di esponenti di importanti famiglie cittadine, trasformando le istituzioni comunali in signorie.

Alcune città come Milano, Firenze, Genova e Venezia, nei secoli XIV e XV estesero il loro dominio su estesi territori di dimensione regionale, governati da principi ereditari.

Questi stati ebbero una piccola estensione territoriale; ma erano molto sviluppati dal punto di vista economico e culturale.

Il papato, tornato a Roma nel 1377 da Avignone, riafferma la sua autorità sullo Stato della Chiesa.

Con la pace di Lodi del 1454 i principi italiani pongono fine alle guerre e inaugurano una politica di equilibrio tra le cinque maggiori potenze regionali: Milano, Roma, Venezia, Firenze e Napoli.

Fallito il tentativo degli ultimi esponenti della dinastia degli Hohenstaufen di unire le corone di Sicilia e d’Italia, il Regno di Sicilia passò agli Angioini di Francia; ma la rivolta dei Vespri siciliani consegnò l’isola agli Aragonesi, che nel 1443 ottennero anche il Regno di Napoli. Nello Stato della chiesa fallì il tentativo di ripristinare a Roma l’istituzione repubblicana.

I mutamenti politici in Oriente

La caduta dell’Impero romano d’Oriente e la formazione dell’Impero ottomano

In Oriente la disgregazione dell’impero mongolo favorì tre nuove realtà politiche: i principati russi, la rinascita della Cina sotto la dinastia dei Ming e l’espansione dell’impero ottomano.

1301: Othman, sultano di una tribù turca insediata in Anatolia, trasformò il piccolo stato in un grande impero che da lui prese il nome di ottomano.

La nuova potenza turco-ottomana, convertita all’islàm, sottrasse ai bizantini l’Anatolia, penetrò nei Balcani e, nel 1453, conquistò Costantinopoli, obiettivo dell’espansione musulmana da otto secoli. La città fu rinominata Istanbul.

La caduta di Costantinopoli rafforza l’offensiva turca nei Balcani che per circa due secoli non troverà ostacoli.

In Russia si affermò il Granducato di Mosca (o Moscovia): il suo principe, Ivan III il Grande, rifiutò di pagare il tributo ai mongoli, si proclamò “czar di tutte le Russie” ed estese il suo dominio a tutta l’attuale Russia centro-settentrionale.

Intanto, dal conflitto con il papa e con le signorie italiane, il Sacro romano impero usciva ridimensionato alla sola Germania. Dal 1439 la corona imperiale fu attribuita alla dinastia degli Asburgo d’Austria.

Parlamenti

Francia

Stati generali

Inghilterra

Parlamento

Regni iberici

Cortes

Il potere dei re non era illimitato. Alcune loro decisioni dovevano essere approvate da assemblee di rappresentanti dei ceti sociali più importanti.

Inghilterra 1215

Il Parlamento costringe re Giovanni a concedere la Magna Charta Libertatum (Grande carta delle libertà), un elenco di privilegi a favore di alto clero, nobili e città libere.

In Inghilterra il Parlamento è l’assemblea dei rappresentanti del regno.

Si articola in due “rami”: la Camera dei Lord (nobiltà e alto clero) e Camera dei Comuni (borghesia e piccola nobiltà).

Francia 1302

Il re Filippo IV convoca per la prima volta gli Stati generali, l’assemblea dei rappresentanti dei ceti sociali (“stati”) più importanti: clero, nobiltà, terzo stato, cioè la borghesia.

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