Storiaestorie

di Giorgio Baruzzi

Le cause della Prima guerra mondiale. 

 

L’imperialismo e la guerra

La Prima guerra mondiale ebbe inizio in seguito alla grave crisi politica e diplomatica suscitata dall’assassinio a Sarajevo dell’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono dell’Impero asburgico, a opera del nazionalista serbo Gavrilo Princip (28 giugno 1914). Al di là di tale causa occasionale, le radici della guerra vanno ricercate nella crescita delle tensioni tra le grandi potenze europee che caratterizzò l’età dell’imperialismo e la Belle Époque.

Le tensioni internazionali

La politica internazionale viveva tutta una serie di tensioni e contrasti e da parecchi anni l’Europa era attraversata da venti di guerra, che lasciavano presagire la fine del lungo periodo di pace. 

Nell’area dei Balcani le difficoltà dell’Impero Ottomano avevano lasciato spazio alle contese tra le altre potenze. Le crisi internazionali si fecero ricorrenti, in particolare dopo l’annessione della Bosnia-Erzegovina da parte dell’Austria-Ungheria (1908). 

Tra il 1912 e il 1913 l’area era stata sconvolta dalle due guerre balcaniche che avevano coinvolto l’Impero ottomano e gli stati dell’area (Bulgaria, Serbia, Montenegro e Grecia). In questo panorama confuso era emerso l’attivismo della Serbia, alleata della Russia, che rappresentava un punto di riferimento per le ambizioni panslave nei Balcani. 

Viceversa, l’Impero Austro-ungarico mirava a consolidare ulteriormente la propria presenza, riducendo il ruolo di potenza regionale assunto dalla Serbia e l’influenza dell’Impero russo che la proteggeva. 

Oltre ai Balcani, al centro dell’Europa un altro importante focolaio di tensioni era costituito dal contrasto tra Francia e Germania, innescato dalla sconfitta francese del 1870 nella guerra franco-prussiana. La Francia, dopo l’umiliante sconfitta, manifestava la volontà di una rivincita, che mirava in particolare a riconquistare l’Alsazia e la Lorena che le erano state sottratte.

Inoltre, la Gran Bretagna intendeva conservare il suo primato sul piano economico, che sentiva minacciato dal dinamismo produttivo e commerciale tedesco, e voleva difendere la propria supremazia di prima potenza coloniale, sul piano geopolitico. Le tensioni derivanti dalla politica aggressiva della Germania, che rivendicava un maggior peso sul piano della spartizione coloniale, furono alimentate dalla decisione del Kaiser Guglielmo II di portare avanti una politica di riarmo navale. 

Infine, l’irrigidimento del sistema delle alleanze riduceva i margini di mediazione in caso di crisi internazionale. In Europa si fronteggiavano due sistemi di alleanze: la Triplice Intesa, formata da Gran Bretagna, Francia e Russia; la Triplice Alleanza, costituita da Germania, Austria-Ungheria e Italia. 

I fattori interni

Una serie di fattori interni agli Stati alimentò la corsa verso la guerra. In tutti i paesi vi fu una crescita del settore degli armamenti favorita da una parte della classe politica. Le gerarchie militari ottennero ingenti finanziamenti per potenziare gli eserciti. 

Si affermò un nazionalismo aggressivo, che rivendicava una politica di potenza e che esaltava la guerra come “sola igiene del mondo” (Futurismo). Il nazionalismo coinvolse ampi strati della popolazione, mentre entrarono in crisi il pacifismo e l’internazionalismo socialista. 

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