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Storiaestorie

di Giorgio Baruzzi

Credere obbedire combattere. Il fascismo e i giovani.

Le organizzazioni giovanili fasciste

Il fascismo e i giovani

Fin dalle sue origini il fascismo mostrò una notevole capacità di penetrazione tra i giovani, in particolare tra i reduci di guerra e gli studenti, che furono un vero propulsore dell’ascesa fascista. Lo squadrismo e il mito della giovinezza e della vitalità fascista furono strettamente intrecciati. Il Fascismo, come del resto anche il Nazismo, teorizzarono incessantemente la presunta corrispondenza tra giovani-fascismo-futuro, in contrapposizione alla presunta viltà socialista, borghese, liberale e democratica dei “vecchi”.

Inoltre, dopo la presa del potere, Mussolini comprese che l’influenza sugli strati più giovani della popolazione sarebbe stata essenziale per il futuro del regime fascista. In un discorso del 19 giugno 1923 Mussolini dichiarò apertamente di voler realizzare la rigenerazione della “razza” italiana “che noi vogliamo prendere, sagomare, forgiare per tutte le battaglie necessarie nella disciplina, nel lavoro, nella fede”. Tale rigenerazione non poteva che far leva sull’educazione dei giovani, finalizzata a creare una nuova classe dirigente e uomini dediti alla patria, disciplinati e fedeli al regime.

Il regime fascista esercitò la sua influenza sui giovani principalmente attraverso due strumenti: le organizzazioni giovanili e la scuola.

Opera Nazionale Balilla, Gioventù Italiana del Littorio, GUF

La legge n. 2247 del 3 aprile 1926 istituì l’Opera Nazionale Balilla per l’assistenza e l’educazione fisica e morale della gioventù (ONB). Essa aveva lo scopo di controllare la formazione delle nuove generazioni e di ottenere il loro consenso nei confronti del regime. Per i ragazzi sopra i diciotto anni furono fondati, nell’ottobre del 1930, i Fasci giovanili di combattimento (FGC). Nel 1937 il RDL 27 ottobre 1937 n. 1839 creò la Gioventù Italiana del Littorio (GIL), posta alle dirette dipendenze del PNF, che assorbì l’Opera Nazionale Balilla.  Infine i Gruppi Universitari Fascisti (GUF), costituiti fin dall’inizio degli anni Venti, divennero uno strumento del regime per operare negli atenei. Nel 1927 essi furono istituzionalizzati e posti alle dirette dipendenze del segretario del PNF.

Organizzazione e finalità dell’ONB

L’ONB si pose in chiara concorrenza con le organizzazioni giovanili dell’Azione cattolica italiana. Due anni dopo la sua creazione, fu approvato un decreto che prevedeva lo scioglimento e la fusione nell’ONB di tutte le organizzazioni giovanili non fasciste. Successivamente, con la firma del Concordato fu garantita la libera attività delle associazioni di Azione cattolica italiana.

Dai sei agli otto anni i bambini erano “figli della lupa” e indossavano la prima camicia nera. A 9 anni diventavano “balilla” o “piccole italiane”, poi a quattordici “avanguardisti” e “giovani italiane”. Nel 1934 l’ONB inquadrava complessivamente oltre 4.300.000 ragazzi in tutta Italia. 

Renato Ricci, esponente di rilievo PNF, fu chiamato a dirigere l’ONB, che non era ufficialmente un organo di partito, ma un ente dipendente dal Ministero dell’educazione nazionale. L’Opera Nazionale Balilla ebbe tra i suoi obiettivi principali quello di formare i giovani maschi come potenziali futuri soldati. 

L’ordinamento tecnico-disciplinare dell’ONB (promulgato il 9 gennaio 1927) prevedeva che l’ONB fossa impegnata:

‹‹a) ad infondere nei giovani il sentimento della disciplina e della educazione militare; b) alla istruzione premilitare; c) alla istruzione ginnico sportiva; d) alla educazione spirituale e culturale; e) alla istruzione professionale e tecnica; f) alla educazione ed assistenza religiosa››.

L’ONB impartiva ai giovani un’educazione soprattutto fisica e premilitare.

Infatti i ragazzi indossavano una divisa, composta da una camicia nera, un fazzoletto azzurro tenuto da un fermaglio a scudo con l’effigie del duce, pantaloni di panno grigioverde, calzettoni di lana grigioverde, cintura a fascia nera e copricapo nero detto fez. Inoltre, imparavano a usare il moschetto, che nel caso dei più piccoli era di legno. Tanto i balilla quanto gli avanguardisti erano corpi strutturati in forma gerarchica, suddivisi in squadre, manipoli, centurie, coorti e legioni, e comandati da insegnanti scelti di preferenza tra gli appartenenti alla Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. L’ONB fu inoltre incaricata di provvedere all’insegnamento nelle scuole dell’educazione fisica, materia obbligatoria fin dalla terza elementare e a cui fu data primaria importanza dal regime.

L’iscrizione all’ONB non era obbligatoria, ma ai soci erano riservati numerosi servizi: attività sportive, borse di studio, refezioni, doposcuola, possibilità di avvalersi di visite mediche gratuite, partecipazione a vacanze in campeggio e nelle colonie marine e montane. 

Fasci giovanili e GUF.
I Fasci giovanili di combattimento

I giovani ai 18 ai 21 anni erano organizzati in altri corpi, i Fasci giovanili di combattimento per i ragazzi e le Giovani fasciste, per le ragazze. Successivamente era prevista l’iscrizione al PNF e alle associazioni ad esso collegate.

I GUF

Accanto a queste due organizzazioni, vi erano i Gruppi Universitari Fascisti (GUF), associazione specificamente destinata agli studenti universitari e delle scuole superiori. Il compito del GUF, come si legge nel regolamento allegato allo Statuto del PNF, era quello di «inquadrare la gioventù studiosa italiana, per educarla secondo la dottrina del fascismo». I GUF organizzarono e gestirono iniziative assistenziali, e in particolare curarono la preparazione militare degli universitari, istituendo la Milizia fascista universitaria. Essi svolsero attività sportiva e culturale che trovò caratteristica espressione agonistica nei littoriali (dello sport, della cultura e dell’arte). L’iscrizione ai GUF dava la possibilità di risiedere in case dello studente, di usufruire di mense e biblioteche o di avere libri di testo e dispense che i non iscritti non avrebbero potuto utilizzare. Inoltre, la non iscrizione significava veder compromesso il proprio futuro accademico e lavorativo.

I membri dei Fasci Giovanili appartenevano alla stessa fascia d’età degli appartenenti ai Gruppi Universitari Fascisti (GUF). Essi tuttavia appartenevano a strati sociali poveri e generalmente erano iscritti a scuole professionali e istituti tecnici o erano giovani lavoratori.

La Gioventù Italiana del Littorio

Con il R.D.L. n. 1839 del 27 ottobre 1937, l’ONB e i Fasci giovanili di combattimento confluirono nella Gioventù Italiana del Littorio (GIL) posta alle dirette dipendenze del PNF. La GIL ereditò, oltre alle attività dell’ONB, anche le istituzioni, le scuole, le accademie, i collegi e tutti gli immobili appartenenti alla precedente organizzazione.

L’art. 1 della legge istitutiva della GIL recitava:

“La Gioventù italiana del Littorio, organizzazione unitaria e totalitaria delle forze giovanili del Regime fascista, è istituita in seno al Partito Nazionale Fascista, alla diretta dipendenza del Segretario del Partito Nazionale Fascista, Ministro Segretario di Stato, che ne è il comandante generale. La Gioventù italiana del Littorio ha per motto: Credere -obbedire – combattere”.

La GIL organizzava i giovani dai 6 ai 21 anni ed era così strutturata:

Figli della lupa, dai sei ai sette anni; 

Balilla, bambini dagli otto ai dodici anni; 

Piccole italiane, bambine dagli otto ai dodici anni; 

Avanguardisti e Giovani italiane, ragazzi e ragazzi dai tredici ai diciassette anni; 

Giovani fascisti e Giovani fasciste, dai diciotto ai ventuno anni.

Compiti della GIL

I compiti della GIL a favore dei giovani erano la preparazione spirituale, sportiva e paramilitare, l’insegnamento dell’educazione fisica nelle scuole elementari e medie, l’istituzione e il funzionamento di corsi, scuole, collegi, accademie, l’assistenza svolta principalmente attraverso i campi, le colonie climatiche, il Patronato scolastico, l’organizzazione di viaggi e crociere, l’istituzione e assegnazione di borse di studio.

I giovani iscritti alla GIL erano vincolati dal seguente giuramento:

Nel nome di Dio e dell’Italia giuro di seguire gli ordini del Duce e di servire con tutte le mie forze e, se necessario, col mio sangue la Causa della Rivoluzione fascista”. Il giuramento era riportato sul retro della tessera della GIL, ma comparve anche su edifici pubblici.

Attività culturali e di propaganda

Inoltre, la GIL fu un importante strumento di organizzazione e di propaganda, che si avvaleva di biblioteche, di numerosi giornali e riviste e che organizzava la proiezione di cinegiornali nelle proprie sedi (presso le quali erano installati proiettori e stanze cinematografiche) e la trasmissione di radio-giornali nelle scuole.

Nel 1940 la GIL organizzò anche particolari relazioni culturali con la Gioventù Hitleriana, iniziando una serie d’incontri internazionali chiamati “Ponte Culturale Weimar-Firenze”. In queste sessioni rappresentanti di giovani provenienti dai movimenti fascisti di tutto il mondo s’incontravano per discutere di problemi e questioni d’interesse comune e per competere in agoni letterari ed artistici.

http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma-puntate/giovinezza-il-fascismo-e-i-giovani/25223/default.aspx

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