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Storiaestorie

di Giorgio Baruzzi

Rivoluzione russa

Dalla guerra civile alla nascita dell’U.R.S.S.

La guerra civile.

Ebbe così inizio una drammatica guerra civile (1918-1920), che vide contrapporsi militarmente le “armate bianche” antibolsceviche, guidate da ex generali zaristi o dagli altri partiti di opposizione, e l’Armata Rossa bolscevica, organizzata da Trotzkij, commissario del popolo per la guerra.

Anche le potenze occidentali, temendo il diffondersi della rivoluzione bolscevica, organizzarono un intervento militare contro il potere sovietico e fornirono consistenti aiuti ai bianchi. Tuttavia, l’Armata rossa respinse i vari tentativi di penetrazione nella regione di Mosca e Pietrogrado, e riuscì in seguito ad attuare una controffensiva che portò alla definitiva sconfitta delle forze controrivoluzionarie.

Il “comunismo di guerra”.

Nel periodo della guerra civile, nel tentativo di esercitare un più stretto controllo sulle scarse risorse a disposizione i bolscevichi adottarono una serie di provvedimenti sociali ed economici che furono definiti da Lenin “comunismo di guerra”. Le misure intraprese comportarono la nazionalizzazione dell’industria, la soppressione del commercio privato (sostituito da razionamento e distribuzione statale dei generi alimentari), l’invio di distaccamenti operai nelle campagne per la requisizione di viveri a favore dell’esercito e degli abitanti delle città.

La rivolta di Kronstadt.

Nel 1921, un anno difficile che vide la chiusura di molte fabbriche e una grave penuria di generi alimentari, scoppiò la rivolta antibolscevica dei marinai di Kronstadt, che si ribellarono e resistettero per oltre due settimane alle forze governative. Lenin si vide costretto a reprimere la rivolta con la forza (marzo 1921).

La NEP.

Terminata la guerra civile, Lenin abbandonò il comunismo di guerra. In Russia si moriva di fame, di freddo, di stenti e nessun aiuto proveniva dall’estero, perché molti Stati avevano deciso il blocco delle relazioni commerciali con la Russia. In particolare nelle città la situazione era grave, perché non arrivavano eccedenze di produzione dalle campagne. Nel tentativo di rilanciare l’economia nel 1921 Lenin varò la Nuova Politica Economica (N.E.P.), che reintrodusse l’iniziativa privata nelle piccole e medie industrie e nel commercio interno, promuovendo nelle campagne il libero mercato, che ebbe come conseguenza la formazione di uno strato di contadini ricchi (i kulàki).

Nascita dell’URSS, nuova Costituzione.

Il 27 dicembre 1922 fu decisa, al Congresso Panrusso dei Soviet, la creazione dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, che diventò uno Stato plurinazionale. Nel gennaio 1924 entrò in vigore la Costituzione dell’U.R.S.S., che prevedeva la dittatura del proletariato: i borghesi, gli ecclesiastici e quanti non svolgevano un lavoro produttivo erano esclusi dal voto.

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