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Storiaestorie

di Giorgio Baruzzi

Democrazia

Regime politico in cui i governi sono espressione dei governati. In epoca storica la democrazia sorse presso alcune polis greche, soprattutto ad Atene nel V secolo. In queste comunità ristrette le responsabilità politiche venivano delegate
a singoli o a magistrature collegiali dall’assemblea di tutti i cittadini (maschi e liberi) o per sorteggio e per periodi in genere non superiori all’anno. Aristotele (IV secolo a.C.) contrappose la democrazia (governo del popolo) alla monarchia (governo di uno solo) e all’aristocrazia (governo dei migliori).

Sovranità popolare

Uno dei concetti alla base della moderna democrazia è quello di sovranità popolare, secondo cui la fonte originaria del potere risiede nel popolo, inteso come comunità dei cittadini. Sviluppata dagli illuministi, tale idea presuppone un accordo fra tutti i cittadini sui fondamenti della convivenza civile, di cui si sarebbero poi dovute definire le modalità. Secondo il Contratto sociale di J.-J. Rousseau (1762), grazie al ricorso alla volontà generale, espressione collettiva del popolo unito in assemblea, la sovranità popolare avrebbe dovuto concretizzarsi in un governo gestito direttamente dai cittadini. L’idea di sovranità popolare è alla base delle moderne liberaldemocrazie, che la ritengono un principio basilare dello Stato.

Democratici: 

tendenza politica che si sviluppa nel corso dell’Ottocento e che ha le sue radici nel pensiero di Rousseau, secondo il quale la sovranità risiede nel popolo. I democratici si proposero come obiettivo la repubblica e il suffragio universale.

Giuseppe Mazzini:

rimproverava alla Carboneria la mancanza di una visione nazionale, la fiducia nei sovrani locali o stranieri, l’eccessiva segretezza, la mancanza di una linea politica chiara, lo scarso coinvolgimento popolare. Secondo Mazzini, che nel luglio del 1831 fondò la Giovine Italia, bisognava rivolgersi a tutti gli Italiani con un programma chiaro e pubblicizzato con ogni mezzo, per sviluppare nel popolo una nuova coscienza, come premessa per l’azione insurrezionale (“pensiero e azione”). L’obiettivo era quello di fare dell’Italia una nazione unita, indipendente, libera e padrona del suo destino, di fondare una repubblica democratica basata sul suffragio universale e di lottare per un sistema sociale più equo.

Carlo Cattaneo:

fondò e diresse per molti anni la rivista “Il Politecnico”, che si occupò di una molteplicità di temi, da quelli economici e scientifici a quelli letterari e umanistici. Convinto che il progresso della società fosse requisito indispensabile per il rinnovamento politico, egli era pensava che in Italia quest’ultimo potesse realizzarsi attraverso una federazione di repubbliche, sul modello degli Stati Uniti e della Svizzera. Alle tesi unitarie di Mazzini egli contrapponeva l’esigenza di salvaguardare le caratteristiche storiche ed economiche delle singole regioni.

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