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new deal 1Il New Deal

Salito al potere agli inizi del 1933, Roosevelt si trovò a fronteggiare un grave peggioramento delle condizioni del sistema bancario statunitense. I fallimenti si moltiplicavano. Furono più del doppio di quelli dell’anno precedente.

Di fronte all’ampiezza del fenomeno, Roosevelt si adoperò per l’approvazione dell’Emergency Banking Act e poi del Banking Act (20 marzo 1933), cambiando radicalmente la politica economica del suo predecessore.

Grazie alla notevole svalutazione del dollaro cui fu autorizzato dal Congresso, stimolò la spesa pubblica, intraprendendo un vasto programma di opere pubbliche, e ponendo mano a quello che fu chiamato il New Deal, un complesso di provvedimenti diretti a risolvere la crisi bancaria, a contenere ed eliminare la speculazione, riducendo lo strapotere dei grandi gruppi finanziari, ad alleviare la disoccupazione e a sostenere l’agricoltura.

Uno dei più significativi fu il Social Security Act, che introdusse una serie di misure di sicurezza sociale e di aiuti a coloro che si trovavano in condizioni di difficoltà.

new dealNel 1936, dopo la sua rielezione, Roosevelt avviò la seconda fase del New Deal, basata sulla creazione di nuovi posti di lavoro attraverso la realizzazione di opere di utilità sociale. Fu costituita un’agenzia governativa, la Works Progress Administration (Wpa) con il compito di elaborare programmi per la costruzione di edifici, strade, scuole e aeroporti.

L’amministrazione Roosevelt coinvolse anche intellettuali, attori, scrittori, pittori e soprattutto fotografi, incaricati dal governo di realizzare specifici reportage sulle condizioni di vita dei cittadini americani e sugli interventi promossi dal governo.

L’intervento statale e la fine del liberismo.

L’interventismo statale assunse in primo luogo la caratteristica di un aumento della spesa pubblica, la cui riduzione era stata, invece, uno dei punti fermi delle politiche deflazionistiche adottate nella prima fase della crisi.

Negli Stati Uniti, più che di un aumento della spesa per investimenti, si trattò di un aumento della spesa corrente, finalizzata a un rilancio dei consumi interni tale da stimolare la ripresa produttiva. In Germania, al contrario, il governo nazista privilegiò i lavori pubblici e gli armamenti. Tuttavia, il governo di Hitler non tralasciò di concedere all’industria privata sussidi statali ed esenzioni tributarie.

Forma efficace di interventismo fu l’assistenza a favore di industrie particolarmente depresse, sia con finanziamenti agevolati sia con interventi rivolti a migliorarne l’organizzazione interna. In Italia, dopo la costituzione dell’I.M.I. nel 1931, vi fu quella dell’I.R.I., nel gennaio 1933. Con l’I.M.I. e soprattutto con l’I.R.I. si mirò da un lato allo smobilizzo finanziario e dall’altro alla riorganizzazione gestionale e produttiva del sistema industriale.

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