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La decolonizzazione

Dalla fine della Seconda guerra mondiale alla metà degli anni Settanta, numerosi paesi asiatici e africani divennero indipendenti e finì l’epoca degli imperi coloniali europei. Le cause principali di questo fenomeno furono la crisi delle potenze europee, in seguito alla guerra, la loro debolezza di fronte ai due nuovi giganti, Usa e Urss, e la lotta per l’indipendenza dei popoli sottomessi, iniziata già dagli anni Venti e Trenta.

I paesi europei reagirono in maniera differente al crollo dei loro imperi coloniali:

  • la Gran Bretagna tentò di evitare la radicalizzazione e la repressione militare (con l’eccezione del Kenia nel 1963) puntando, tramite il Commonwealth, a mantenere stretti legami economici con i paesi decolonizzati;
  • gli altri paesi cercarono di impedire il distacco delle colonie ricorrendo spesso alle armi, sia in Asia che in Africa (la Francia in Algeria e Vietnam, il Belgio in Congo, l’Olanda in Indonesia). In alcune ex colonie la minoranza bianca tentò di mantenere un ferreo dominio, fallendo in Zimbabwe, ma riuscendovi a lungo in Sudafrica.

Nel 1947 l’India e il Pakistan conquistarono l’indipendenza dalla Gran Bretagna. Nel 1949 in Cina fu proclamata la Repubblica Popolare Cinese e anche l’Indonesia ottenne l’indipendenza dall’Olanda.

Tra la fine degli anni Quaranta e la prima metà degli anni Cinquanta nell’area mediorientale e dell’Africa settentrionale molti paesi conseguirono l’indipendenza: Siria e Libano (1946); Libia (1951); Tunisia, Marocco e Sudan (1956). Nel 1948 fu creato lo Stato di Israele ed ebbe luogo la prima guerra arabo-israeliana. In seguito nell’Africa nera nel 1957 il Ghana ottenne l’indipendenza dalla Gran Bretagna, nel 1960 il Togo e il Camerun dalla Francia e il Congo dal Belgio. Nel 1962 ottenne l’indipendenza dalla Francia l’Algeria, dopo una sanguinosa guerra. Nel 1962 ottenne l’indipendenza dal Belgio anche il Ruanda-Urundi che si divise in due regni separati e indipendenti: il Rwanda e il Burundi.

Vi fu un’altra fase importante tra il 1974 e il 1975 con la proclamazione dell’indipendenza delle colonie portoghesi (Angola e Mozambico). Con la creazione dello Zimbabwe (1980) e della Namibia (1990) affrancati dal regime sudafricano, e infine con la trasformazione interna di quest’ultimo – che nel 1993 eliminò il sistema dell’apartheid instaurando un regime di pari diritti per le etnie presenti nel paese – la decolonizzazione è terminata. Al dominio coloniale si è però spesso sostituito un dominio di carattere economico da parte dei grandi paesi industrializzati, in primis gli Stati Uniti.

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