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Storiaestorie

di Giorgio Baruzzi

La Rivoluzione d’ottobre.

La presa del potere da parte dei bolscevichi.

Viene decisa l’insurrezione armata.

Resosi conto della crisi del governo Kerenskji e della crescente influenza delle forze rivoluzionarie, Lenin ritenne la situazione matura per conquistare il potere. Rientrato clandestinamente in Russia, fece approvare in una riunione del comitato centrale del partito bolscevico tenutasi il 10 ottobre (calendario russo) la sua proposta di passare all’insurrezione armata.

Contrari si dichiarano due fra i più autorevoli dirigenti del partito, Kamenev e Zinov’ev.

La presa del Palazzo d’Inverno

Trotzkij creò un comitato militare rivoluzionario, insediatosi all’istituto Smolnyi sede del Soviet di Pietrogrado, composto da 48 bolscevichi, 14 socialrivoluzionari di sinistra e 4 anarchici.

Nella notte tra il 6 e il 7 novembre (24/25 ottobre per il calendario russo), sotto la direzione del comitato militare rivoluzionario, le truppe rivoluzionarie occuparono i punti strategici della città. Kerenskji fuggì a bordo di una vettura dell’ambasciata americana, mentre gli altri ministri restarono asserragliati in attesa di rinforzi.

Il Palazzo d’Inverno, sede del governo provvisorio, era presidiato da un migliaio di ufficiali cadetti e da un battaglione di donne. Le forze rivoluzionarie inviarono un ultimatum che concedeva ai ministri mezz’ora per arrendersi, minacciando di aprire il fuoco con i cannoni della fortezza di Pietro e Paolo e delle navi da guerra.

Scaduto l’ultimatum, verso le nove di sera un colpo di cannone a salve sparato dalla fortezza di Pietro e Paolo diede il segnale d’inizio dell’attacco al Palazzo d’Inverno. Iniziò il cannoneggiamento ma pochi colpi andarono a segno, mentre nel frattempo un gruppo di combattenti bolscevichi penetrò in un’ala del palazzo e ottenne la resa dei resistenti.

Il 26 ottobre (8 novembre) alle 2 e 10 di notte i soldati rivoluzionari entrarono nella sala del governo provvisorio: i ministri furono arrestati e condotti alla fortezza di Pietro e Paolo.

Kamenev, presidente del congresso dei Soviet, annunciò la caduta del Palazzo d’Inverno e alle cinque di mattina fu decretata l’assunzione del potere da parte dei Soviet.

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