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crisi del '29Le conseguenze del crollo di Wall Street.

Il crollo di Wall Street segnò l’inizio della Grande Depressione. In seguito al crollo di Borsa, vi fu una serie di fallimenti di banche, compagnie di assicurazioni e imprese private, con il conseguente aumento del numero di disoccupati e un’ulteriore diminuzione della domanda interna.

Nell’anno successivo la crisi borsistica si estese all’economia reale, prima americana e poi mondiale, provocando una diminuzione del reddito e un rapido aumento della disoccupazione.

Sia l’industria che l’agricoltura erano seriamente indebitate con le banche che, nel periodo di boom che aveva preceduto la crisi, avevano ecceduto nei prestiti, confidando in una restituzione regolare ma anche nel fatto che i risparmiatori non avrebbero ritirato i loro depositi ma anzi li avrebbero accresciuti. Molte imprese, messe in difficoltà dal calo delle vendite e dei prezzi, non furono più in condizione di pagare i debiti alle scadenze, mentre i risparmiatori chiedevano alle banche la restituzione di tutte o di parte delle somme depositate, determinandone il fallimento.

Molte famiglie, senza più assistenza finanziaria, impossibilitate a pagare i mutui fondiari, si videro addirittura espropriate della loro casa, mentre altre si trasferirono in località dove speravano di trovare lavoro. Nel romanzo di J. Steinbeck, Furore, si narra il lungo viaggio che Joad e la sua famiglia compiono dall’Oklahoma alla California. La politica di contenimento della spessa pubblica e di salvaguardia del valore della moneta (promossa dal presidente Hoover) può essere considerata una delle concause della crescente disoccupazione.

Il crollo della Borsa aveva posto in drammatica evidenza la fragilità e le contraddizioni della prosperità americana degli anni Venti: i risparmi dei ceti medi furono bruciati nella speculazione borsistica, la crisi industriale espulse dalle fabbriche centinaia di migliaia di lavoratori, gli agricoltori dovettero fronteggiare prima le conseguenze della crisi economica poi quelle della siccità che travolse il Midwest con particolare intensità alla metà del decennio. Nel 1933 milioni di americani erano disoccupati e le file per il pane erano un’immagine comune nella maggior parte delle città. In migliaia vagabondavano per le strade degli Stati Uniti alla ricerca di cibo, di lavoro e di rifugio.

Fu in questo quadro che le elezioni presidenziali negli Stati Uniti del novembre portarono alla sconfitta di Hoover e alla vittoria di F. D. Roosevelt, che pose al centro del suo programma elettorale una serie di interventi per far fronte alla situazione, a partire dall’analisi delle debolezze dell’economia americana.

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