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Storiaestorie

di Giorgio Baruzzi

Le guerre balcaniche (1912-13)

Le guerre balcaniche furono due guerre combattute nell’Europa sud-orientale nel 1912-1913 nel corso delle quali gli stati componenti la Lega Balcanica (Regno di Bulgaria, Grecia, Regno del Montenegro e Regno di Serbia) dapprima sottrassero la Macedonia e gran parte della Tracia all’Impero ottomano, poi si scontrarono tra loro per la spartizione delle terre conquistate.

Questione d’Oriente

La prima guerra balcanica (9 ottobre 1912-30 maggio 1913)

Fra marzo e ottobre 1912 si formò la Lega balcanica: Serbia, Bulgaria, Grecia e Montenegro si accordarono per cacciare i Turchi dai Balcani. Grazie alla mediazione russa, gli Stati balcanici conclusero una serie di accordi: tra la Serbia e la Bulgaria in marzo; tra la Bulgaria e la Grecia in maggio. Il Montenegro, infine, siglò accordi con Serbia e Bulgaria nell’ottobre. In seguito a questi accordi, si ebbe lo scoppio della prima guerra balcanica, a cui seguì l’anno dopo la seconda guerra balcanica.

In aprile scoppiò una rivolta anti turca delle tribù albanesi del Kosovo e in luglio tutti i territori albanesi erano stati conquistati dai ribelli.

Il 30 settembre 1912 la Lega balcanica consegnò una nota congiunta alla Turchia, in cui chiedeva l’autonomia della Macedonia e della Tracia. La Turchia respinse tali richieste, così ebbe inizio la prima guerra balcanica.

L’attacco della Lega

L’8 ottobre 1912 il Montenegro occupò il sangiaccato di Novi Pazar e si collegò alla Serbia. Tra il 17 e il 20 ottobre, quasi contemporaneamente, gli alleati penetrarono nelle province europee della Turchia. Tre armate bulgare avanzarono verso Edirne (il 22 iniziò l’assedio della piazzaforte turca), Kirklareli e Dede Agać. Il 19 le armate serbe si diressero verso Kumanovo e Pristina. Da Larissa il 18 ottobre l’esercito greco sotto il comando del principe Costantino avanzò da sud. Quello stesso giorno si concludeva la pace di Losanna: la Turchia riconosceva la sovranità italiana sulla Libia, in seguito alla guerra iniziata l’anno precedente.

 

L’attività bellica in Macedonia

L’offensiva greca (20 ottobre-5 novembre 1912)

Mentre un contingente greco occupava l’Epiro, il grosso dell’esercito di Costantino si diresse verso Elasson, dove il 23 ottobre si scontrò con le truppe turche, che si ritirarono in gran parte verso Florina per concentrarsi a Bitolj (Monastir) e verso Salonicco. Costantino lanciò un’offensiva su Salonicco, cercando così di precedere i Bulgari, ma incontrò una forte resistenza turca, che fermò temporaneamente l’avanzata greca (2-3 novembre). Infine l’esercito greco ebbe ragione della resistenza dei Turchi e si diresse a tappe forzate verso Salonicco.

L’offensiva serba (20 ottobre-4 novembre 1912)

Presa Pristina le truppe serbe si diressero in Albania , verso Scutari e Durazzo, mentre a Kumanovo inflissero una dura sconfitta all’esercito turco (22-24 ottobre). Sul valico vicino alla città di Prilep i Turchi riuscirono a fermare i Serbi, ma una volta accerchiati dovettero ripiegare su Bitolj. Dal 15 al 10 novembre si svolse la battaglia di Bitolj che, anche per la contemporanea avanzata dei Greci da sud, costrinse l’esercito turco a cedere e circa 20.000 Turchi furono uccisi o fatti prigionieri.

Il 28 novembre a Valona l’Assemblea nazionale albanese proclamò l’indipendenza.

La presa di Salonicco (8 novembre 1912)

Intanto, i Greci occuparono Salonicco, l’8 novembre, precedendo di poche ore i reparti bulgari. Ventimila soldati turchi della guarnigione furono fatti prigionieri. Si creò un grave incidente diplomatico tra Grecia e Bulgaria.

Gli assedi di Giannina e Scutari (dicembre 1912)

Alla fine dell’anno le uniche truppe turche che continuavano a combattere erano quelle assediate dai Greci a Giannina e quelle assediate dai Montenegrini a Scutari.

 

L’attività bellica in Tracia

L’offensiva bulgara (22 ottobre-3 dicembre)

La Prima, la Seconda e la Terza armata della Bulgaria attaccarono su un fronte molto ampio, in tre direzioni: verso Dede Agać (Alessandropoli), Edirne (Adrianopoli) e Kirklareli. Lo scontro con il Terzo corpo d’armata turco guidato da Abdullah Pasa avvenne a Kirklareli il 22-25 ottobre e a Luleburgaz (27 ottobre-1 novembre) dove la difesa della città era anche assicurata dal Quarto corpo d’armata turco. In entrambe le battaglie i Turchi furono sconfitti. Dopo essersi ritirate le truppe turche si concentrarono a Çatalca, rafforzando le proprie posizioni a circa 50 chilometri a ovest di Istambul.

Il tentativo di assalto bulgaro a Çatalca non ebbe successo e le truppe bulgare furono costrette ad arretrare (17-18 novembre). Si creò così una situazione di stallo e il 5 dicembre venne firmata una tregua tra gli alleati e la Turchia, che portò alla Conferenza internazionale di Londra.

La Conferenza internazionale di Londra (17 dicembre 1912-4 gennaio 1913)

Si aprì la conferenza degli ambasciatori delle grandi potenze, contemporaneamente a trattative tra la Turchia e gli alleati balcanici, ma su molte questioni sorsero aspri contrasti. Le grandi potenze cercarono di influire sulla spartizione dei Balcani. Italia e Austria fecero pressioni per la formazione di un’Albania indipendente, sottratta al controllo delle nuove potenze regionali balcaniche.

La Caduta di Adrianopoli, di Giannina e di Scutari

Il 23 gennaio 1913 a Istambul i Giovani Turchi insediarono un triunvirato mediante un colpo di Stato. In febbraio fu assassinato a Salonicco re Giorgio I di Grecia e salì al trono il figlio Costantino. Il 26 marzo, dopo cinque mesi di accerchiamento e di assedio, capitolò la piazzaforte turca di Adrianopoli, in seguito a due tentativi di assalto bulgari. Poi, il 5 aprile la tredicesima divisione turca si arrese ai Greci a Giannina. Infine, il 23 aprile l’esercito montenegrino entrò a Scutari, malgrado le pressioni contrarie delle grandi potenze.

 

L’Accordo di pace di Londra

In seguito al Trattato di Londra, alla Turchia rimase solo Istambul e la zona limitrofa degli Stretti, lungo la linea Enez-Midye. Il restante territorio della Turchia europea passò ai membri della Lega balcanica, compresa Edirne. Creta fu definitivamente affidata alla Grecia. Il Trattato, anziché eliminare i contrasti tra le grandi potenze e tra gli Stati balcanici, li rese più acuti dando origine a una contesa per la spartizione della Macedonia e dell’Albania.

La firma del trattato aveva lascato insoddisfatta la Bulgaria, che aveva visto ridimensionate le sue pretese territoriali sulla Macedonia, mentre Italia e Austria-Ungheria si erano fermamente opposte a qualsiasi espansione serba verso l’Adriatico. Inoltre, con il trattato di Londra fu proclamata l’indipendenza dell’Albania, sotto la tutela internazionale.

 

La seconda guerra balcanica (30 giugno-10 agosto 1913)

I contrasti tra gli alleati balcanici a proposito della spartizione della Macedonia causarono la seconda guerra balcanica. Un mese dopo la sigla del trattato, la Bulgaria attaccò Greci e Serbi nel tentativo di strappare loro le recenti conquiste macedoni. La guerra vide la Bulgaria combattere contemporaneamente contro Serbi, Greci, Montenegrini, Romeni e Turchi.

L’attacco bulgaro

Il 30 giugno la Bulgaria avanzò con la Terza e la Quarta armata verso le posizioni serbe, in direzione di Zaječar, Niš e Skopie e la Seconda armata bulgara attaccò i Greci a Salonicco. Ben presto, tuttavia, l’offensiva bulgara perse l’impulso iniziale.

Il contrattacco serbo e greco

Il 2 luglio le truppe serbe guidate da Radomir Putnik presero l’iniziativa: mentre la Terza armata serba conteneva i Bulgari a Niš e Zaječar, la Prima armata lanciò l’offensiva in direzione di Kjustendil. I Greci intanto tra il 3 e il 4 luglio entravano in contatto con la Seconda armata bulgara attaccandola sul fianco sinistro (7 luglio) e stringendola a nord nella vallata del fiume Struma. Un nuovo tentativo di attacco della Terza e Quarta armata bulgare contro la Terza armata serba in direzione di Niš e Zaječar fu bloccato il 10 luglio.

L’intervento romeno e turco

La Romania dichiarò guerra alla Bulgaria e fece marciare le sue truppe verso Vidin, Sofia e, Tutrakan e Varna incontrando scarsa resistenza. L’11 le truppe romene occuparono la Dobrugia meridionale, minacciando la stessa capitale, Sofia. Il 22 la Turchia attaccò la Bulgaria: le truppe turche marciarono verso Kirtklareli, Edirne che fu occupata e il fiume Marizza tra la stessa Edirne ed Enez. Il tentativo dei Bulgari di contrattaccare i Greci nella valle del fiume Struma non ebbe successo. Il 31 luglio la Bulgaria chiese l’armistizio.

La Pace di Bucarest

Il 10 agosto fu siglata la Pace di Bucarest. Alla Grecia andò la regione della Macedonia meridionale, con Salonicco e Kavalla. La Serbia ottenne la Macedonia settentrionale e centrale e il Kosovo. La Romania ottenne la Dobrugia meridionale. La Turchia riprese la Tracia orientale con Adrianopoli. La Bulgaria, dei territori ottenuti alla fine della prima guerra balcanica mantenne solo alcune piccole zone della Macedonia e della Tracia occidentale. Il confine bulgaro-turco fu spostato più a occidente della linea Enez-Midye. Fu riconosciuta l’indipendenza albanese sotto il principe tedesco Guglielmo di Wied.

Il nuovo ordine balcanico alla vigilia della prima guerra mondiale

Le acquisizioni macedoni fecero della Serbia il più potente Stato balcanico, mentre l’Impero ottomano fu pressoché completamente estromesso dal territorio europeo. La competizione fra gli emergenti Stati balcanici, protesi a realizzare le proprie aspirazioni nazionali, e l’ingerenza delle grandi potenze nelle diatribe regionali provocò inevitabilmente tensioni sempre più gravi. In particolare, la presenza di una grande Serbia, le cui aspirazioni nazionalistiche entrarono presto in conflitto con Vienna.

Il 28 giugno 1914 a Sarajevo fu assassinato l’arciduca d’Austria Francesco Ferdinando che diede inizio alla Prima guerra mondiale.

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Guerre_balcaniche 

Lev Trotsky, Le guerre balcaniche 1912-1913, edizioni Lotta Comunista, Milano, 1999

https://www.britannica.com/topic/Balkan-Wars 

http://www.treccani.it/enciclopedia/questione-d-oriente_%28Dizionario-di-Storia%29/ 

https://library.weschool.com/lezione/caduta-impero-ottomano-questione-d-oriente-congresso-di-berlino-giovani-turchi-20795.html 

 

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