Storiaestorie

di Giorgio Baruzzi

L’impero napoleonico e la terza coalizione

La vittoria di Marengo del 1800 contro le armate austriache consolidò il prestigio di Napoleone e gli permise di riaffermare le proprie conquiste in Italia, mentre con il Concordato con il Papa dello stesso anno egli mise fine all’ostilità tra la Francia rivoluzionaria e la Chiesa. Nel 1802 la Pace di Amiens con l’Inghilterra sembrò gettare le basi per un’era di tranquillità, che tuttavia non durò a lungo.

La consacrazione e l’incoronazione

Divenuto Primo console a vita con la Costituzione dell’anno X, Napoleone era in pratica padrone assoluto della Francia. Il 18 maggio 1804 il Senato francese approvò una mozione che gli attribuiva il titolo di “Imperatore dei Francesi”. Il 2 dicembre del 1804, nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi, fu celebrata la cerimonia di incoronazione. Napoleone si auto-incoronò imperatore dei Francesi e successivamente incoronò imperatrice sua moglie Giuseppina di Beauharnais, alla presenza del Papa. Questa scena è rappresentata nel quadro di Jacques-Louis David, Le Sacre de Napoléon. Il 26 maggio 1805 Napoleone fu incoronato Re d’Italia nel Duomo di Milano. 

La terza coalizione

La fondazione dell’impero segnò l’apice del successo di Napoleone, anche se l’anno successivo ricominciò la guerra contro la terza coalizione (1805), costituita da Gran Bretagna, Prussia, Impero russo e Impero asburgico, cui aderirono anche il Regno di Sicilia e la Svezia. 

Napoleone aveva progettato una vasta operazione militare che prevedeva lo sbarco in Gran Bretagna ma, consideratene le enormi difficoltà e preoccupato dai propositi aggressivi delle potenze continentali, decise di rinunciare ai suoi piani di invasione e di organizzare un rapido trasferimento della Grande Armata dalle coste della Manica al Reno e al Danubio per sconfiggere le forze nemiche sul continente.

Nel 1805 Napoleone prima sconfisse gli Austriaci a Ulm poi gli eserciti coalizzati austro-russi ad Austerlitz. 

La battaglia di Ulm

Le forze coalizzate, prevalentemente austriache e russe, erano numericamente soverchianti ma divise. I principali fronti erano due: quello germanico, dove Napoleone assunse personalmente il comando della Grande Armata e quello italiano dove il generale Andrea Massena guidava l’Armata d’Italia.

La strategia di Napoleone prevedeva di sconfiggere gli Austriaci prima dell’arrivo dei Russi. I primi, capito l’obiettivo francese, cambiarono fronte, ma furono ugualmente isolati dai contatti alleati. Il 9 ottobre il generale austriaco Konstantin d’Aspre venne travolto da un corpo d’armata francese e fu imprigionato con 2.000 suoi uomini. Ciò costrinse il generale Karl Mack a ritirarsi con il suo esercito sotto le mura di Ulm. Con un’abile manovra strategica Napoleone accerchiò e costrinse alla resa l’esercito austriaco del generale Mack a Ulm (20 ottobre 1805) ed entrò con l’armata a Vienna, dopo aver superato il Danubio. Intanto il maresciallo Massena combatteva in Italia la battaglia di Caldiero (30 ottobre). 

La battaglia di Trafalgar

A distanza di un giorno dalla vittoriosa battaglia di Ulm, la flotta francese subì una disastrosa sconfitta da parte di quella inglese, nella battaglia di Trafalgar. Il 21 ottobre 1805 la Royal Navy affrontò una flotta franco-spagnola nelle acque dell’Atlantico, al largo della costa sud-occidentale della Spagna, a ovest di Capo Trafalgar. La flotta britannica colse la vittoria navale più decisiva della guerra. Ventisette navi da guerra britanniche, sotto il comando dell’ammiraglio Horatio Nelson a bordo della HMS Victory, sconfissero trentatré navi da guerra franco-spagnole, agli ordini dell’ammiraglio francese Pierre Charles Silvestre de Villeneuve. La flotta franco-spagnola perse ventidue navi, senza che una sola nave britannica andasse perduta.

La spettacolare vittoria britannica confermò la supremazia navale che il Regno Unito aveva realizzato nel corso del XVIII secolo. Nelson divise le sue più ridotte forze in due colonne dirette perpendicolarmente contro la più grande flotta nemica, con risultati decisivi. Egli fu ferito a morte da un colpo di moschetto che gli perforò un polmone, ma restò in vita abbastanza da poter essere informato della vittoria. I suoi uomini non si accorsero di nulla durante il combattimento e appresero della sua morte solo a battaglia conclusa.

La battaglia di Austerlitz

Gli eserciti coalizzati austro-russi erano ancora in campo e la situazione di Napoleone appariva difficile. Il 2 dicembre 1805 (11 frimaio, anno XIV), anniversario della sua incoronazione, l’imperatore combatté e vinse la battaglia di Austerlitz, provocando la disgregazione della terza coalizione.

La battaglia di Austerlitz, detta anche battaglia dei tre imperatori, fu l’ultima e decisiva battaglia svoltasi durante la guerra della terza coalizione. Fu combattuta nei pressi della cittadina di Austerlitz tra la Grande Armée francese composta da circa 73 000 uomini comandati da Bonaparte e un’armata congiunta, formata da russi e austriaci, composta da oltre 85 000 uomini comandati dal generale russo Michail Illarionovič Kutuzov, con la collaborazione del generale austriaco Franz von Weyrother.

Napoleone necessitava di una vittoria decisiva in tempi brevi, mentre i Russi cercavano di temporeggiare e di sottrarsi allo scontro, nonostante la rilevante superiorità numerica. Per attirare gli avversari sul terreno di battaglia da lui scelto nei pressi di Austerlitz, Napoleone finse di trovarsi in difficoltà facendo ripiegare le sue avanguardie e indebolendo deliberatamente il suo fianco destro. I generali austro-russi concentrarono la maggior parte delle forze contro la destra dell’esercito francese, sguarnendo pericolosamente il centro del loro fronte, che subì il violento attacco di sorpresa del IV Corpo del Maresciallo Nicolas Jean-de-Dieu Soult. Dopo il crollo del centro, i Francesi poterono sbaragliare entrambi i fianchi dello schieramento nemico e costrinsero gli alleati a una fuga disordinata, catturando migliaia di prigionieri. I Francesi conseguirono una vittoria schiacciante. Rimasta nella storia come il suo capolavoro tattico, la vittoria di Austerlitz fece assumere a Napoleone una posizione di predominio in Europa.

La pace di Presburgo

Francia e Austria conclusero un armistizio immediato cui seguì poco dopo, il 26 dicembre 1805, la pace di Presburgo. Napoleone mise fine all’obsoleta istituzione del Sacro Romano Impero, imponendo all’imperatore d’Austria di abbandonare quel titolo e istituendo la Confederazione del Reno, un’unione di staterelli tedeschi (Baviera, Baden, Württemberg, Hesse-Darmstadt e Sassonia) sotto influenza francese. In Italia, dove creò il Regno d’Italia, Napoleone si appropriò anche di Venezia e annetté nuovi territori all’Impero. 

L’imperatore affidò poi alcuni regni ai suoi fratelli: a Luigi Bonaparte il Regno d’Olanda, al fratello maggiore Giuseppe Bonaparte il regno di Napoli e nel 1808 il regno di Spagna, a Girolamo Bonaparte il regno di Vestfalia. Affidò inoltre la carica di viceré del Regno d’Italia al figliastro Eugenio di Beauharnais. Quando Giuseppe Bonaparte fu nominato re di Spagna, il trono napoletano fu assegnato a Gioacchino Murat, marito di Carolina Bonaparte.

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