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locomotivaM. Seguin, Conseguenze della rivoluzione industriale (1839).

Assicurare un maggior benessere e il godimento dei piaceri materiali della vita è oggi intento dominante delle nazioni civili. Tutti i loro sforzi sono rivolti all’industria, perché essa sola può essere fonte di progresso. È l’industria che crea e sviluppa nel genere umano nuovi bisogni e procura allo stesso tempo i mezzi per soddisfarli… Mille invenzioni vedono la luce simultaneamente e conducono ad altre scoperte, e queste a loro volta saranno il punto di partenza per un nuovo progresso; tutti questi mutamenti tornano a profitto di tutti, col risultato di rendere il benessere proprietà comune…

E infine ecco nelle nostre valli e attraverso le nostre colline serpeggiare e scorrere lunghi nastri di ferro, sui quali veloci come il pensiero corrono quelle macchine formidabili che sembrano divorare lo spazio con spontanea irrequietezza e che respirano e si muovono quasi come cose vive… quando si pensa che questi risultati sono il frutto di un’industria che è ancora assai imperfetta e di un’arte che è ancora ai suoi primordi, ci si chiede quali prodigi quest’arte, portata a perfezione, saprà realizzare e si è presi dal nobile desiderio di contribuire alla realizzazione di questi incalcolabili benefici.

(M. Seguin, Traité sur l’influence des chemins de fer, 1839, cit. in C. Singer et al. (a cura di), Storia della tecnologia, vol. IV, La rivoluzione industriale (circa 1750-1850), t. II, Bollati Boringhieri, Torino 19942, pp. 690-1)

  1. Quale giudizio esprime lo storico Seguin sulle conseguenze della Rivoluzione industriale?
  2. Quali elementi porta a sostegno della sua opinione?

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