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Storiaestorie

di Giorgio Baruzzi

Napoleone: la campagna d’Egitto

 

 

La spedizione in Egitto

Dopo aver accantonato temporaneamente l’idea di un’invasione della Gran Bretagna, Napoleone assunse il comando di una spedizione in Egitto, assegnatagli dal Direttorio. La spedizione era finalizzata a colpire sul piano economico e coloniale la Gran Bretagna, l’avversario militarmente ed economicamente più forte, e a controllare il commercio con l’Oceano indiano. 

Salpato da Tolone il 19 maggio 1798, Napoleone all’inizio della campagna occupò Malta, togliendola ai Cavalieri di san Giovanni. Poi sbarcò in Egitto eludendo il controllo della Royal Navy e prese Alessandria il 1º luglio 1798. Il 13 luglio 1798 a Shubra Khit sconfisse l’esercito dei Mamelucchi di Murad Bey, governatore dell’Egitto per conto del sultano.

La battaglia delle piramidi

Il secondo scontro avvenne nei pressi delle piramidi di Giza, dove l’armata francese sconfisse nuovamente l’esercito nemico, grazie alla sua superiorità tattica e strategica nonché all’armamento moderno e all’impiego dell’artiglieria (21 luglio 1798). Al contrario l’esercito mamelucco, sebbene fosse di gran lunga più numeroso, era equipaggiato in maniera relativamente antiquata, con sciabole, archi e vecchi moschetti. Napoleone potè così occupare l’Egitto, giungendo al Cairo.

La battaglia navale di Abukir

Tuttavia, la flotta inglese guidata dall’ammiraglio Horatio Nelson distrusse quella francese all’ancora nel porto di Abukir, nel corso di una battaglia navale svoltasi tra l’1 e il 2 agosto 1798. Così Napoleone fu bloccato in Egitto, senza la possibilità di poter fare ritorno in Francia con le sue truppe. Ciononostante egli proseguì l’occupazione dell’Egitto e riuscì l’anno successivo a prevenire e fermare, temporaneamente, gli attacchi inglesi e turchi.

Il ritorno in Francia

Bonaparte tuttavia comprese che il successo della campagna era compromesso. Intanto, in Francia si era creata una situazione di crisi e di forte instabilità politica. Inoltre, si era costituita una coalizione antifrancese (Seconda coalizione) costituita principalmente da Gran Bretagna, Austria, Russia e Impero Ottomano. Gli Austriaci e i Russi stavano occupando i territori da lui conquistati in Italia. Così, egli decise di abbandonare l’Egitto per tornare in Francia: dopo essere sfuggito al blocco navale della Royal Navy, Napoleone rientrò a Parigi, abbandonando le sue truppe in Egitto, sotto il comando del maresciallo Kléber.

Dalla spedizione napoleonica in Egitto trasse profitto la scienza, con la fondazione dell’egittologia da parte di J.F. Champollion. Un gruppo di oltre 150 studiosi, per lo più appartenenti alla Commission des Sciences et des Arts affiancava l’esercito francese. I resoconti dei lavori del gruppo scientifico spaziarono dalle esplorazioni archeologiche agli studi sulla storia naturale dell’Egitto, allo studio di fenomeni chimici e fisici. Essi furono raccolti in circa 7000 pagine di memorie. Tra le tante scoperte fatte da questi scienziati, la più importante è sicuramente il ritrovamento della stele di Rosetta. 

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