Operazione Seelöwe (Leone marino)

 

“sangue, fatica, lacrime e sudore”

In Inghilterra il nuovo capo del governo Winston Churchill proclamò la resistenza a oltranza, preannunciando per gli inglesi “sangue, fatica, lacrime e sudore”. Il rifiuto delle proposte di pace tedesche da parte britannica fu netto. Nel tentativo di mettere fine alla guerra a occidente e di spingere la Gran Bretagna a trattare la pace, il 16 luglio Hitler ordinò di preparare un piano d’invasione. 

La “battaglia d’Inghilterra”

L’operazione, battezzata Seelöwe (Leone marino), fu pianificata per metà settembre 1940 e prevedeva sbarchi lungo la costa meridionale dell’Inghilterra, appoggiati da lanci di paracadutisti. Il piano, tuttavia, sarebbe stato irrealizzabile se prima la Luftwaffe non avesse conquistato la superiorità aerea, distruggendo la Royal Air Force (RAF). 

Il comandante della Luftwaffe, Hermann Göring, predispose il piano Adlerangriff (Attacco dell’Aquila), per attaccare gli aeroporti e i centri di produzione aeronautica, stabilendo l’inizio delle operazioni per l’11 agosto 1940 (Adlertag, giorno dell’aquila).

L’Adlertag fu preceduto da un mese di attacchi su porti e aeroporti lungo il Canale della Manica, dove furono bombardati i convogli. Iniziò poi una fase di intensi bombardamenti, che ebbe il suo momento culminante tra il 14 e il 16 agosto e che vide il coinvolgimento di circa 1.500 aerei al giorno, diretti contro gli aeroporti britannici lungo la costa e contro le stazioni radar. Verso la fine di agosto gli attacchi dell’aviazione tedesca si concentrarono quasi esclusivamente sugli aeroporti. 

La campagna aerea tedesca sembrò avere successo, seppur con gravi perdite di aerei da parte della Luftwaffe. Tuttavia, i bombardieri tedeschi non riuscirono a causare danni permanenti e si dimostrarono vulnerabili agli attacchi dei caccia inglesi (Spitfire e Hurricane), grazie anche al tempestivo sistema d’allarme radar della RAF, che permetteva di conoscere in anticipo l’arrivo degli aerei tedeschi.

I bombardamenti sulle città inglesi

La Luftwaffe operò per lo più senza conoscere l’effettiva forza dell’avversario e gli effettivi risultati dei bombardamenti e degli scontri aerei.  Le carenze di informazione e le divisioni interne tra i comandanti della Luftwaffe impedirono ai tedeschi di adottare una strategia coerente.

In settembre del 1940, in seguito a un inaspettato bombardamento dell’aviazione inglese su Berlino, Hitler ordinò alla Luftwaffe di concentrare i bombardamenti sulle città britanniche. L’intento era quello di colpire la popolazione civile e di demoralizzarla, costringendo il governo inglese a chiedere la pace. Questi attacchi, su Londra, Coventry, Liverpool e altre città continuarono per diversi mesi. Nella notte tra il 14 e il 15 novembre 1940 l’aviazione tedesca effettuò il bombardamento di Coventry, distruggendola pressoché completamente. Questo mutamento di strategia, tuttavia, permise alla Royal Air Force, che subiva un minor numero di attacchi diretti, di riorganizzarsi e di potenziare le sue difese. 

Il rinvio dell’Operazione Seelöwe

Di conseguenza, i tedeschi subirono perdite crescenti, finché lo stesso Hitler si rese conto che ormai l’invasione della Gran Bretagna non era realizzabile per quell’anno e decise di rinviare l’operazione Leone marino a tempo indeterminato.

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