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Storiaestorie

di Giorgio Baruzzi

Peculiarità delle migrazioni contemporanee

 

L’emigrazione di grandi masse di popolazione è una costante della storia umana. Tuttavia, fino all’età moderna compresa si spostavano in genere intere comunità organizzate, promosse e guidate dalle autorità. Anche la tratta di milioni di neri dall’Africa verso l’America, una migrazione forzata e violenta, fu gestita e pilotata dall’alto, dalle grandi compagnie commerciali europee e dai sovrani delle regioni costiere africane.
Con lo sviluppo del capitalismo e della rivoluzione industriale, invece, a muoversi non furono più comunità strutturate, ma enormi masse di individui. La mobilità e le migrazioni sono divenute un fenomeno storico estremamente diffuso e ampio con lo sviluppo capitalistico, di cui hanno sempre accompagnato, pur in misura diversificata, le diverse fasi.

 

Rivoluzione industriale, globalizzazione e migrazioni

La rivoluzione agraria e la rivoluzione industriale in Gran Bretagna, a partire dalla fine del XVIII secolo, innescarono una forte ondata migratoria interna e internazionale. La privatizzazione delle terre, la meccanizzazione del lavoro nei campi e la nascita del sistema industriale determinarono massicci spostamenti di contadini dalle campagne alle città. Nel corso dell’Ottocento le migrazioni si diressero verso  i paesi extraeuropei, in particolare gli Stati Uniti.
I flussi migratori e la globalizzazione dei mercati sono due fenomeni economici fortemente intrecciati. La globalizzazione dell’economia mondiale, con l’espansione degli scambi commerciali, la crescita degli investimenti esteri, la liberalizzazione dei movimenti di capitale, unitamente allo sviluppo della tecnologia e delle telecomunicazioni sono e furono la spinta propulsiva per lo spostamento di milioni di persone verso aree che presentano migliori condizioni di vita e maggiori opportunità di lavoro. Le motivazioni economiche sono il fattore principale delle grandi migrazioni contemporanee, tuttavia spesso alla base dei movimenti migratori vi sono anche cause politiche, religiose, etniche, ecc.

 

Migrazioni e sviluppo economico e demografico
L’immigrazione recente e attuale è relativamente modesta, nonostante la percezione comune, secondo la quale il mondo occidentale sta per essere travolto dall’ondata migratoria. L’Europa occidentale ha “esportato” tra il 1870 e il 1913 circa 15 milioni di persone: è lo stesso numero di immigrati che essa ha assorbito dal 1960 al 2000, ma con una popolazione europea più che raddoppiata. Allo stesso modo, il Nord America accoglieva un milione di immigrati all’anno nel decennio precedente la Prima guerra mondiale, e lo stesso numero oggi, quando la popolazione americana è triplicata.
Tutto questo avviene in un contesto demografico in cui la forte crescita della popolazione nel Sud del mondo, sia pure in attenuazione, e il declino demografico del Nord del mondo (soprattutto in Giappone, in Italia e nel resto dell’Europa mediterranea, in Germania, in Russia e in tutta l’Europa orientale). Lungi dal risolvere i problemi demografici dei paesi africani, le migrazioni in entrata sono di fatto necessarie per i paesi europei.

 

Immigrazioni e sviluppo economico

Che nei paesi poveri l’emigrazione sia causata dall’assenza di sviluppo e che, sostenendo questo, si attenui la pressione migratoria è un luogo comune errato, come dimostra l’esperienza delle migrazioni europee tra Ottocento e Novecento. Questo punto di vista male interpreta la natura del processo di sviluppo: lo sviluppo capitalistico-industriale distrugge e destabilizza la società rurale e nel breve e medio periodo accentua le pressioni migratorie anziché ridurle.
Lo sviluppo economico inevitabilmente distrugge la stabilità dei sistemi economici e sociali attraverso tre processi che si rafforzano reciprocamente: la sostituzione del capitale al lavoro, la privatizzazione e il consolidamento delle proprietà agricole, la creazione di mercati. La distruzione dell’economia contadina tradizionale crea masse di persone sradicate socialmente, i cui legami economici con la terra, la comunità e le tradizioni si sono indeboliti. Questi contadini sradicati sono il serbatoio per le migrazioni interne e internazionali. Una prima fase di sviluppo dei paesi africani più poveri sta provocando squilibri simili a quelli che avvennero nel mondo rurale europeo, generando condizioni e aspettative favorevoli all’emigrazione.

 

Dinamiche demografiche

Nelle società industriali odierne le dinamiche demografiche sono mutate: oggi il calo della popolazione è provocato dal calo della natalità e più veloce è il calo della popolazione, più rapido risulterà il suo invecchiamento. Nel 2010 l’Europa (Russia compresa) contava 733 milioni di abitanti. Nel 2030, nell’ipotesi di assenza di migrazioni, ne conterebbe 700, con una forte flessione di giovani e un forte aumento degli anziani. I giovani tra i 20 e i 40 anni scenderebbero da 208 a 154 milioni (-26%). Gli anziani oltre i 65 anni, invece, crescerebbero da 119 a 163 milioni (+37%).
La forte depressione della popolazione giovane e di quella in età lavorativa, susciterà un “vuoto” che genererà inevitabilmente un’ulteriore, intensa migrazione sul continente. La potenziale depressione demografica è particolarmente marcata in Italia (che ha il più alto numero di anziani al mondo, assieme al Giappone), in Spagna, in Germania, in Russia, in Polonia e in gran parte dell’Europa dell’est. In questo contesto, le forze di lavoro scenderebbero da 226 milioni nel 2005 a 160 nel 2050. La demografia depressa del continente rende inevitabile un aumento dell’immigrazione, che ha sia una funzione di rimpiazzo generazionale, sia una funzione di risposta alle esigenze del mercato del lavoro.
 

Materiali utili

https://www.ibs.it/libri/autori/Massimo%20Livi%20Bacci

http://www.viv-it.org/schede/1-popolo-che-si-muove-realtà-e-stereotipi

https://www.altreitalie.it/pubblicazioni/i_libri_di_altreitalie/

https://www.altreitalie.it/le_migrazioni_italiane_in_rete/film_e_documentari/filmografia_italiana_sullemigrazione.kl

https://www.altreitalie.it/le_migrazioni_italiane_in_rete/film_e_documentari/documentari_sullemigrazione.kl

https://www.altreitalie.it/le_migrazioni_italiane_in_rete/siti_per_paese/italia.kl

http://www.delpt.unina.it/stof/24_pdf/24_4.pdf

http://www.integrazionemigranti.gov.it/Attualita/Notizie/Pagine/Noi-Italia-2019,-i-numeri-Istat-immigrazione.aspx

https://www.ilsole24ore.com/art/i-paesi-piu-intolleranti-quelli-meno-migranti-italia-inclusa-ABDLgvWB

https://www.ilsole24ore.com/art/perche-migranti-scappano-casa-loro-ACPcrai

https://www.ispionline.it/it/ricerca/migrazioni

https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/le-migrazioni-intra-africane-unintroduzione-23497

https://www.ilsole24ore.com/art/i-paesi-piu-intolleranti-quelli-meno-migranti-italia-inclusa-ABDLgvWB

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