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Storiaestorie

di Giorgio Baruzzi

Pirati

 

>>> La pirateria nell’età antica e medievale

 

>>> L’età d’oro della pirateria. Pirati dei Caraibi

 

>>> Pirati e piratesse

 

>>> Covi di pirati

 

>>> All’assalto col Jolly Roger: navi, bandiere, abbordaggi, processi e impiccagioni

 
L’idea che molti di noi hanno dei pirati è probabilmente basata più che sulla realtà storica su secoli di ballate, racconti, romanzi, fumetti e film. 
La pirateria funestò sempre i mari fin dalle origini dei commerci marittimi: esistono testimonianze della sua presenza già ai tempi della civiltà egizia e della Grecia omerica. Molti navigatori, in ogni epoca, alternarono regolari attività mercantili con azioni piratesche, perciò il confine tra attività mercantile e pirateria è piuttosto labile. Numerosi popoli marinari, tra i quali etruschi, cartaginesi, saraceni, vichinghi e musulmani barbareschi, si specializzarono nella pirateria, la cui repressione fu sempre molto difficile per gli stati colpiti. 
L’età d’oro della pirateria, alla quale per lo più si ispirano romanzi e film sui pirati, va all’incirca dal XVI al XVIII secolo, scorrendo parallela e intrecciandosi strettamente alle prime fasi di sviluppo del capitalismo, all’espandersi del commercio mondiale, alla colonizzazione dell’America e alla contesa tra le grandi potenze. La scoperta del Nuovo Mondo e l’espansione dei commerci aprirono nuove rotte per l’attività dei pirati, talvolta sostenuti dai sovrani e quindi difficilmente distinguibili dai corsari. È il caso del celebre Francis Drake, appoggiato dalla regina Elisabetta I di Inghilterra, la quale partecipò agli utili delle sue imprese e lo premiò con un titolo nobiliare. L’oro degli Spagnoli suscitò gli appetiti, in particolare, dei bucanieri e filibustieri, pirati inglesi, olandesi e francesi che agirono nelle Antille con l’incoraggiamento dei rispettivi governi. La guerra corsara ebbe successo nei secoli in cui gli Stati non erano ancora dotati di un’efficiente marina militare e spesso delegarono i corsari a svolgere le attività belliche nei mari. 
Il rafforzamento delle marine militari e il divieto della corsa stabilito con la pace di Utrecht (1713) avviarono il declino del fenomeno. Esso scomparve, però, solo dopo che il congresso di Parigi del 1856 ebbe proclamato il principio della libertà dei mari e gli Stati si impegnarono a farlo rispettare.

 

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