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Storiaestorie

di Giorgio Baruzzi

La Dichiarazione d’Indipendenza (4 luglio 1776)

Rivoluzione Americana

 

Verso l’indipendenza

Mentre la guerra era in corso, nel Congresso continentale americano di Filadelfia si svolgevano aspri e decisivi confronti politici tra i rappresentanti radicali e moderati delle colonie. In aprile del 1776 per prima la Carolina del Nord diede indicazione ai propri delegati congressuali di proporre l’indipendenza completa. Seguirono il Rhode Island, il Massachusetts e la Virginia. Non tutti i delegati erano favorevoli all’indipendenza, ma alla fine quest’opzione fu approvata dal Congresso.

Il 4 luglio 1776 i delegati del secondo Congresso di Filadelfia promulgarono la “Dichiarazione d’indipendenza”, redatta da Thomas Jefferson (1743-1826). Lo storico documento fu approvato dai delegati delle Tredici colonie: New Hampshire, Massachusetts, Rhode Island, Connecticut, New York, New Jersey, Pennsylvania, Delaware, Maryland, Virginia, Carolina del Nord, Carolina del Sud e Georgia. Per festeggiare la nascita degli Stati Uniti d’America fu suonata la Liberty Bell. La Dichiarazione definiva “usurpazione” il potere monarchico e affermava i princìpi di un governo liberale. Essa era introdotta da un preambolo politico nel quale erano enunciati alcuni principi fondamentali che dovevano essere alla base dei nuovi stati indipendenti: i diritti naturali degli uomini (“alla vita, alla libertà, alla ricerca della felicità”), la sovranità popolare e il diritto del popolo di destituire i governanti che non garantiscano tali diritti.

Quando nel corso di eventi umani… (Declaration of Independence 1776)

Quando nel corso di eventi umani, sorge la necessità che un popolo sciolga i legami politici che lo hanno stretto ad un altro popolo ed assuma tra le potenze della terra lo stato di potenza separata ed uguale a cui le Leggi della Natura e del Dio della Natura gli danno diritto, un conveniente riguardo alle opinioni dell’umanità richiede che quel popolo dichiari le ragioni per cui è costretto alla secessione.

Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e la ricerca della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo fondato su tali principi e di organizzarne i poteri nella forma che sembri al popolo meglio atta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità.

[…] quando una lunga serie di abusi e di malversazioni […] rivela il disegno di ridurre gli uomini all’assolutismo, allora è loro diritto, è loro dovere rovesciare un siffatto governo e provvedere nuove garanzie alla loro sicurezza per l’avvenire. […] Quella dell’attuale re di Gran Bretagna è storia di ripetuti torti e usurpazioni, tutti diretti a fondare un’assoluta tirannia su questi Stati. […]

Noi pertanto, Rappresentanti degli Stati Uniti d’America, riuniti in Congresso generale, appellandoci al Supremo Giudice dell’Universo per la rettitudine delle nostre intenzioni, nel nome e per l’autorità del buon popolo di queste Colonie, solennemente rendiamo di pubblica ragione e dichiariamo:

Che queste Colonie Unite sono, e per diritto devono essere, stati liberi e indipendenti, sciolti da ogni fedeltà alla Corona Britannica…” e come tali “…hanno pieno potere di muovere guerra, concludere pace, stringere alleanze, stabilire rapporti commerciali e compiere tutti gli atti e le cose che gli stati indipendenti possono fare di diritto…”.

La Dichiarazione ebbe un’importanza enorme: per la prima volta nasceva uno stato fondato sul rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo e della sovranità popolare. Anche se inizialmente in America il diritto al voto e soprattutto il diritto di essere eletti fu riservato ai cittadini più abbienti, la Dichiarazione ispirò tutti i movimenti e le rivoluzioni democratiche dei decenni successivi. La proclamazione dell’indipendenza divise i coloni in rivoluzionari e lealisti, molti dei quali presero le armi a fianco degli Inglesi.

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