Crea sito
La ripresa dei commerci

La ripresa dei commerci

Storiaestorie

di Giorgio Baruzzi

La ripresa dei commerci

(Storia in corso)
Quali sono i quattro aspetti presentati nel capitolo 3: “La ripresa dei commerci”?
  • La ripresa degli scambi commerciali;
  • le fiere e i mercati come centro della vita economica
  • i nuovi strumenti finanziari;
  • l’impero mongolo come fattore di stabilità nei traffici commerciali.
Quali furono le cause della ripresa dei commerci in Europa?
  • La crescita della popolazione;
  • la crescita della produzione agricola;
  • la conseguente crescita di merci;
  • la maggiore efficienza e sicurezza delle strade e delle rotte marittime.
Quali furono i settori del commercio che aumentarono maggiormente?
  • Nel commercio a breve distanza crebbe la domanda di cibi, bevande, tessuti, pietre, metalli, legname.
  • Nel commercio intercontinentale crebbe soprattutto il commercio di “merci grosse”: grano, sale, vino, pesce, legname, marmi, tessuti, mentre restò stabile il commercio di merci pregiate (spezie, gioielli, pietre preziose, profumi), che non era venuto meno nell’Alto Medioevo.
Quale ruolo giocò l’Italia e perché?
  • L’Italia trasse vantaggio dalla ripresa dei commerci intercontinentali, a causa della sua collocazione al centro del Mediterraneo, e svolse la funzione di “ponte” tra Oriente e Occidente, grazie anche allo sviluppo delle città marinare (Venezia, Genova, Pisa, Amalfi).
Che cosa favorì l’affermazione di Venezia nel commercio con l’Oriente?
  • Il commercio di Costantinopoli e dell’Impero romano d’Oriente fece capo in larga parte a Venezia e la città divenne così importante che l’imperatore concesse ai mercanti veneziani il permesso di costruire fondaci in tutti i porti orientali dell’impero, oltre che vantaggi fiscali.
Quali furono le merci più redditizie commerciate da Venezia?
  • I mercanti veneziani si spinsero in Siria, in Egitto e nell’Africa settentrionale; importavano spezie, profumi e tessuti pregiati, mentre da Venezia partivano verso Oriente legname, sale, tessuti e pellame che provenivano dall’Europa. Importante per Venezia fu il commercio di schiavi.
Spiega il significato dei termini:
  • domanda: richiesta di merci da parte della popolazione;
  • fondaco: edificio che fungeva da magazzino per le merci e da alloggio per i mercanti;
  • “merci grosse”: grano, sale, vino, pesce, legname, marmi, tessuti
  • repubbliche marinare: Venezia, Genova, Pisa e Amalfi;
  • Hansa: lega commerciale delle città tedesche.
Quali erano le basi del potere e della ricchezza delle repubbliche marinare?
  • Esse traevano potere e ricchezza dal commercio marittimo e dal controllo del mare tramite le proprie flotte mercantili e militari.
Che cosa sono i ”due Mediterranei” secondo lo storico Braudel?
  • Sono due grandi bacini di traffico commerciale: il primo è il Mediterraneo vero e proprio, mentre il “secondo Mediterraneo” è l’area costituita dal Mare del Nord e dal Mar Baltico.
Quali sono le tre aree del “primo” Mediterraneo? Che cosa le unificò?
  • Il Mediterraneo si articolava in tre aree: Impero bizantino; Impero arabo (califfati musulmani); Occidente cristiano (Francia e Italia). Esso fu unito sul piano commerciale dall’attività delle città marinare.
Che cosa fu e quale ruolo svolse la Lega anseatica?
  • Le città tedesche si associarono nella Lega anseatica (Hansa), una confederazione con scopi commerciali che raggruppava oltre duecento città, che disponeva di una flotta mercantile, di fondaci nei principali centri dell’Europa settentrionale e di una flotta militare. Essa contribuì alla ripresa dei commerci a lunga distanza.
Quale evento storico offrì la possibilità alle navi cristiane di aprire le rotte lungo le coste atlantiche?
  • La riconquista cristiana della penisola iberica permise lo sviluppo di una rotta marittima dei traffici commerciali tra i due Mediterranei (attraverso lo stretto di Gibilterra) in precedenza ostacolati dai musulmani.
Che cos’erano e quale ruolo svolgevano le fiere nel Medioevo?
  • L’espandersi dei commerci spinse molte città a creare le fiere. Per attirare i mercanti molte città istituirono le fiere, ossia dei grandi mercati periodici. Le fiere più importanti sono quelle della Champagne e delle Fiandre.
Come e perché le autorità feudali favorivano le fiere?
  • Le autorità feudali (principi, conti, marchesi, duchi e vescovi) compresero l’importanza del commercio, perciò assicurarono protezione e privilegi ai mercanti che si incontravano nelle fiere.
Quali servizi erano forniti ai mercanti dai banchi dei cambiavalute?
  • Tornò in uso la moneta come mezzo di scambio. Nelle fiere i cambiavalute sui loro banchi effettuavano le operazioni di cambio delle monete. Nel XII secolo, alcuni cambiavalute accettavano depositi di denaro su cui corrispondevano un interesse, e concedevano prestiti di denaro applicando un interesse a favore del banco: nascono così le prime banche moderne.
Di quali strumenti finanziari si dotarono i mercanti per facilitare gli spostamenti di denaro?

I principali strumenti di credito utilizzati dai mercati e offerti dai cambiavalute furono:

  • conto corrente: un mercante che intraprendeva un viaggio d’affari depositava presso il banco della sua città una certa somma ottenendo in cambio una:
  • lettera di credito: con cui poteva prelevare presso il banco di un’altra città il denaro corrispondente;
  • lettera di cambio, antenata della moderna cambiale: con cui un acquirente prometteva di pagare una cifra pattuita per la merce ricevuta indicando luogo e data del versamento;
  • depositi di denaro: somme depositate nei forzieri dei banchi, su cui veniva corrisposto un interesse;
  • credito a interesse: prestito di denaro da parte dei banchi, dato a mercanti e artigiani, che dovevano pagare un interesse.
Quale atteggiamento assunse la Chiesa, nel Medioevo, nei confronti dell’usura? Come cambiò?
  • Nel Medioevo la Chiesa inizialmente condannava duramente l’usura, considerata un peccato mortale contro natura, che comportava necessariamente la dannazione eterna dell’usuraio (vedi Inferno di Dante; pioggia di fuoco). La teoria del purgatorio che la Chiesa elaborò permise agli usurai una via di riscatto e di salvezza.
Su quali aree si estese l’impero mongolo?
  • Il capo mongolo Temugin (Gengis Khan=imperatore universale) unificò le tribù turche e mongoliche, creando un vasto impero, ampliato dai suoi successori, che andava dalla Persia all’Europa orientale e alla Cina, che fu conquistata.
Quali conseguenze ebbe sull’economia europea la formazione dell’impero mongolo?
  • L’Impero mongolo instaurò un periodo di pace che rese sicure le due grandi vie di scambio tra Occidente ed Estremo Oriente (con la Cina come punto di arrivo): la via della seta (che partiva dalla Siria) e la via tartara (dalla Crimea).
Chi fu Marco Polo e che cosa fece?
  • Marco Polo (figlio di Niccolò) seguì nel 1271 il padre e lo zio nel viaggio verso la Cina e conquistò la fiducia del Gran Khan Kubilai, che gli affidò varie missioni.

Index Storiaestorie

Index Cinema e storia

Index Tematiche

Link utili

L’espansione dell’Europa dopo l’anno Mille

L’espansione dell’Europa dopo l’anno Mille

Storiaestorie

di Giorgio Baruzzi

L’espansione dell’Europa dopo l’anno Mille

Lo sviluppo economico dopo il Mille

Già prima del Mille inizia un incremento demografico che prosegue fino al XIII secolo, provocando un aumento della domanda di prodotti alimentari e di manufatti. Nelle campagne nascono nuove forme di contratto agrario e nuove tecniche di coltivazione e si avvia lo sviluppo dell’industria manifatturiera, i cui prodotti vengono venduti attraverso un flusso di traffici commerciali sempre più ampio.

Lo sviluppo urbano

Le città si ripopolano e le mura vengono via allargate: quelle di Firenze, ad esempio, di origine romana, sono ampliate nel 1173 e poi nel 1284. All’interno dello spazio cittadino la produzione artigianale e le attività bancarie si intensificano. La vivace atmosfera dei grandi centri urbani attrae uomini dalle campagne e richiama anche la “piccola nobiltà”, che impiega le sue rendite in attività mercantili, piuttosto che nel mantenimento delle proprietà terriere.

La crescita della popolazione

All’inizio del Medioevo (anno 600-V secolo) la popolazione europea era drasticamente diminuita e le città si erano spopolate. A partire dal X-XI secolo la popolazione europea iniziò a crescere, grazie anche all’aumento della produzione agricola e a una generale ripresa economica.  Nell’anno Mille era quasi raddoppiata e continuò a crescere fino al 1300.

Le cause principali della crescita demografica furono:
  • la minore diffusione di malattie;
  • l’aumento della produzione agricola.
Le cause dello sviluppo dell’agricoltura furono:
  • Estensione delle terre coltivate, disboscamento delle foreste e bonifica di terreni paludosi.
  • Utilizzo di nuove tecniche di coltivazione, come la rotazione triennale che permettono di ottenere raccolti più ricchi.
  • Utilizzo di nuovi strumenti, come l’aratro pesante, il collare a spalla, la ferratura degli zoccoli, i mulini a vento e ad acqua.

L’aratro pesante era trainato da animali dotati di giogo rigido. Aveva le ruote e due lame di ferro: il coltro spaccava le zolle; il versoio rivoltava il terreno in profondità.

L’erpice è formato da tante lame che sminuzzano le zolle dopo il passaggio dell’aratro.

Gli zoccoli dei cavalli sono ferrati per sfruttare meglio la forza dell’animale.

Lo sfruttamento agricolo di nuove terre fu favorito:

  • dai grandi feudatari, che volevano maggiori ricchezze;
  • dai monaci che si stabilivano in luoghi selvaggi e incolti per vivere in solitudine, coltivavano i terreni e attiravano i contadini.

L’espansione dopo il Mille

Molti contadini accettarono di abbandonare i propri paesi perché nelle nuove terre avevano la possibilità di vivere più liberi e meno poveri.

Dall’XI secolo si diffondono i mulini ad acqua per la produzione di farina o olio.

I mulini a vento vengono introdotti a partire dal XII secolo.

Dopo il Mille l’Europa si espande verso più direzioni:
  • Espansione verso la penisola iberica.
  • Espansione verso l’Europa nord-orientale.
  • Espansione verso il Mediterraneo orientale.
Le cause dell’espansione europea
Cause economiche:
  • ricerca di nuove vie e rotte commerciali;
  • necessità di nuove terre da coltivare.
Cause politiche:
  • conquista di nuovi territori da parte dei sovrani e dei signori feudali.
Cause religiose:
  • diffondere la religione cristiana con le armi;
  • difendere i pellegrini cristiani.
La Reconquista

A partire dall’XI secolo, nella penisola iberica i piccoli regni cristiani del nord intraprendono una “riconquista” ai danni degli arabi.

In due secoli la riconquista riporterà quasi tutta la Spagna nelle mani dei cristiani, con la sola eccezione dell’Emirato di Granada.

L’espansione verso Est

Dopo il Mille molti contadini tedeschi si spostarono verso Est, spinti dai signori feudali e dai vescovi, il cui obiettivo era estendere le terre coltivate e diffondere il cristianesimo.

L’espansione verso Est fu affidata all’ordine monastico-militare dei Cavalieri teutonici.

Le crociate

Alla fine dell’XI secolo, i crociati riuscirono a conquistare Gerusalemme e la Palestina. Ma in seguito i musulmani riconquistarono buona parte della Palestina.

Nel 1187 il sultano d’Egitto Salah al-Din (il “Saladino”) riconquistò Gerusalemme.

Le successive crociate non riuscirono più a scacciare i musulmani dai luoghi santi.

I cavalieri crociati erano abili nello scontro a cavallo. Molto più difficile per loro era l’assedio, che poteva durare anche mesi. L’accampamento era nei pressi delle mura assediate. I crociati impiegavano macchine da guerra, catapulte e torri mobili.

Obiettivi delle crociate
  • Difendere i pellegrini diretti in Terra Santa.
  • Diffondere il cristianesimo.
  • Conquistare nuove terre e nuovi mercati.
  • Spingere i feudatari a combattere contro l’islàm anziché fra di loro.
Protagonisti
  • Sovrani, feudatari, popolo.
  • Mercanti europei.

Index Storiaestorie

Index Cinema e storia

Index Tematiche

Link utili

Le crociate

Le crociate

Storiaestorie

di Giorgio Baruzzi

Le crociate

Le crociate furono una serie di campagne militari a scopo religioso avvenute nei secoli XI-XIII con cui l’occidente cristiano tentò di sottrarre la città di Gerusalemme al dominio dei musulmani.

Crociato

Nel suo significato originale “crociato” non si riferisce a chi partiva per fare la “crociata”. Il nome deriva dalla croce che i partecipanti alla crociata avevano cucita sulle vesti: “Crociato” è solo un participio passato che traduce crucesignatus, cioè il nome con cui si rispondeva all’appello del papa cucendosi sul petto il simbolo della croce.

L’appello di Urbano II

Nel novembre del 1095 papa Urbano II lanciò ai prìncipi dell’Occidente un appello a partire in armi verso i luoghi santi caduti nelle mani dei turchi, per riguadagnare libertà di accesso per i pellegrini al Sepolcro di Gerusalemme:

Per tutti quelli che partiranno, se incontreranno la morte in viaggio o durante la traversata o in battaglia contro gli infedeli, vi sarà l’immediata remissione dei peccati: ciò io accordo ai partenti per l’autorità che Dio mi concede.

La ripresa dell’Europa cristiana

Al di là delle motivazioni ufficiali, le crociate furono espressione delle trasformazioni che nel secolo XI contrassegnarono la società e la spiritualità dell’Europa occidentale, con la ripresa dell’economia e della società intorno all’anno Mille. Finirono in questo periodo le incursioni ungare, musulmane e vichinghe, la popolazione aumentò e le migliori condizioni climatiche favorirono l’estendersi delle coltivazioni. L’Europa riprese a muoversi e la mobilità coinvolse ogni ceto sociale, dai mercanti ai contadini in cerca di nuove terre, dai pellegrini in marcia verso le grandi reliquie ai militari di professione. Si crearono così le premesse per un’espansione dell’Occidente cristiano alla ricerca di nuovi spazi.

L’idea di crociata

L’idea di crociata trovò poi terreno fertile nei movimenti religiosi che si svilupparono nell’Europa dei secoli XI e XII, ossessionati dall’attesa di una prossima fine del mondo, che nel recupero di Gerusalemme videro una risposta alle loro angosce. Infine, le crociate furono anche un modo per indirizzare l’aggressività dell’aristocrazia militare all’esterno dell’Occidente cristiano, attraverso l’obiettivo della conquista della Terrasanta. Questo tentativo trovò la sua realizzazione più originale nella creazione degli ordini religioso-militari, come quello dei Templari, degli Ospitalieri e dei cavalieri Teutonici.

Cronologia delle crociate

È tradizione distinguere i due secoli dell’epopea crociata in otto successive imprese.

Prima crociata  (1097-1099): conquista di Gerusalemme e fondazione di alcuni Stati “cristiani” come il regno franco di Gerusalemme, il principato di Antiochia, la contea di Edessa.

Seconda crociata (1147-49): tentativo fallito di riconquista della contea di Edessa, caduta in mano turca, che impegnò re Luigi VII di Francia e l’imperatore Corrado III di Svevia.

Terza crociata (1189-92): tentativo fallito di riconquista di Gerusalemme, caduta in mano turca. Un accordo tra re Riccardo I Cuor di Leone e il Saladino garantì il libero accesso per i pellegrini cristiani.

Quarta crociata (1202-1204): sviata dai Veneziani su Costantinopoli per interessi commerciali, vide la nascita di un effimero impero latino d’oriente sulle rovine dell’impero di Bisanzio.

Quinta crociata (1217-21): non approdò ad alcun risultato.

Sesta crociata (1228-29): L’imperatore Federico II, scomunicato dal papa, ottenne per via di negoziati la restituzione di Gerusalemme.

Settima crociata (1248-54).

Tentativo fallito di re Luigi IX di Francia di riconquistare Gerusalemme, tornata in mano islamica.

Ottava crociata (1270): ennesimo tentativo fallito. La caduta di Acri nel 1291 segnò la fine di ciò che ancora rimaneva degli stati latini d’Oriente e concluse l’epopea crociata.

Conseguenze delle crociate

Come impresa militare le Crociate furono un fallimento ma ebbero alcune importanti conseguenze:

•          accentuarono la crisi del sistema feudale, mentre favorirono l’ascesa del ceto borghese, che poté arricchirsi grazie ai rinati traffici commerciali;

•          emanciparono l’Europa dal monopolio mercantile dei Bizantini e degli Arabi, grazie alle Repubbliche marinare, che seppero conquistare i mercati del Levante;

•          avviarono, grazie al contatto con le civiltà araba e bizantina, un generale risveglio della cultura, in particolare in Italia.

Le motivazioni delle crociate

Gli storici del passato hanno attribuito alle crociate moventi quasi esclusivamente religiosi, che avrebbero spinto i cavalieri cristiani alla faticosa impresa della riconquista del Santo Sepolcro. Tuttavia, anche la storiografia tradizionale ammetteva almeno in un caso che nello spirito di crociata vi fosse una qualche convergenza fra gli aspetti religiosi e gli interessi materiali: le tre città marinare italiane, Genova, Pisa e Venezia, parteciparono alla guerra in Terrasanta non per fervore religioso, ma perché spinte da forti interessi economici. Non tutti gli storici concordano sul ruolo svolto dalle città marinare nelle operazioni militari in Siria e in Palestina: i crociati arrivarono in grande maggioranza a Costantinopoli per via terrestre, mentre quelli che giunsero per mare si erano imbarcati nei porti di Puglia. Divergenze sono poi presenti nel valutare le conseguenze economiche delle crociate sui traffici commerciali e sui benefici che Genova, Pisa e Venezia ne avrebbero tratto.

Crociata e jihad

Esiste una somiglianza almeno esteriore con la jihad o “guerra santa” islamica, che letteralmente indica una lotta in primo luogo interiore in difesa della fede. Con il tempo l’idea di crociata, come quella di jihad, si è intrecciata alla convinzione che fra Cristianesimo e Islam non potesse esserci che un rapporto di guerra perenne. Crociate in nome della fede cristiana sono state condotte anche contro le popolazioni pagane del Baltico e così pure contro gli eretici o i ribelli all’autorità papale. Progressivamente l’idea di crociata è stata utilizzata per indicare la lotta intransigente ed eroica contro ciò che è considerato un male assoluto. Alla lunga le implicazioni negative del termine hanno finito per diventare prevalenti: crociata è divenuto sinonimo di un movimento irrazionale ed esaltato, improntato all’intolleranza e al fanatismo, volto ad annientare un avversario che viene demonizzato e del quale non si riescono a comprendere le ragioni.

Gli ordini cavallereschi

Per difendere Gerusalemme con milizie stabili, si pensò allora alla creazione degli Ordini religiosi cavallereschi, in cui i monaci-cavalieri, oltre ai voti monastici di castità, povertà e ubbidienza, giuravano di difendere i Luoghi Santi contro gl’infedeli. Sorsero così i Cavalieri di S. Giovanni (Ospitalieri), i Teutonici e i Templari che fondarono i loro monasteri-caserme a Gerusalemme e nei principali centri degli Stati Crociati. Essi ebbero un rigido ordinamento, alle dipendenze del Gran Maestro che li reggeva come abate e come capo militare, possedettero molti beni, costruirono ospizi per i pellegrini, e combatterono contro i Turchi. Tuttavia essi non riuscirono ad impedire che gli Stati cristiani del Medio Oriente fossero in continuo pericolo.

Index Storiaestorie

Index Cinema e storia

Index Tematiche

Link utili

Discorso di papa Urbano II

Discorso di papa Urbano II

urbano_iiDiscorso di papa Urbano II al concilio di Clermont-Ferrand (1095)

Per la qual cosa insistentemente vi esorto – anzi non sono io a farlo, ma il Signore – affinché voi persuadiate con continui incitamenti, come araldi di Cristo, tutti, di qualunque ordine (cavalieri e fanti, ricchi e poveri), affinché accorrano subito in aiuto ai cristiani per spazzare dalle nostre terre quella stirpe malvagia.

(altro…)