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I samurai

I samurai

samuraiI samurai

In Giappone i samurai erano al servizio dei signori feudali, detti daimyo, e degli shogun, la classe di guerrieri che resse il Giappone dal XII secolo al 1867. I samurai vivevano secondo il bushido, ovvero “la via del guerriero”, un rigido codice di comportamento basato sull’onore e sul sacrificio.

 

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La cavalleria medievale

La cavalleria medievale

cavaliereLa cavalleria medievale

In Francia e in Inghilterra si usavano due distinte terminologie per designare il combattente a cavallo o il vero e proprio membro di un ordine cavalleresco: in francese il primo si chiama cavalier e il secondo chevalier; in inglese si ha cavalry e chivalrie, oltre al termine knight come titolo onorifico ben distinto da rider, che si può dire di chiunque vada a cavallo.

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Il feudalesimo

Il feudalesimo

omaggiofeudaleIl feudalesimo

Nei Regni romano-barbarici le istituzioni romane si fondono gradatamente con quelle barbariche e col tempo si assiste, a partire dal VII-VIII sec., alla nascita in Europa di un’organizzazione politico-militare strettamente legata ad un territorio da difendere dalle aggressioni esterne. (altro…)

L’Europa nell’anno Mille

L’Europa nell’anno Mille

Storiaestorie

di Giorgio Baruzzi

L’Europa nell’anno Mille

L’area mediterranea. 

L’inizio del Medioevo e le tre aree del Mediterraneo

Gli storici fanno tradizionalmente coincidere l’inizio del Medioevo con la caduta dell’impero romano d’Occidente (476), quando, in seguito alle invasioni barbariche, l’ultimo imperatore fu destituito e l’Europa si frantumò in una serie di regni romano-barbarici. Secondo lo studioso Pirenne, invece, lo stile di vita romano continuò ad essere seguito anche dopo la caduta dell’impero, così come il sistema economico “mediterraneo” continuò ad esistere secondo le linee impostate dai romani stessi. Secondo Pirenne, il vero punto di svolta è rappresentato dall’espansione araba del VII secolo che provocò l’isolamento dell’Europa occidentale, ridottasi a civiltà quasi esclusivamente rurale, con uno spostamento del centro di gravità dalle regioni mediterranee a quelle europee. L’economia si impoverì e scomparvero gli scambi commerciali su lunga distanza. Secondo Pirenne, “senza l’Islam, l’impero dei Franchi non sarebbe forse mai esistito e, senza Maometto, Carlomagno sarebbe inconcepibile”.

Nell’anno Mille il Mediterraneo si divideva in tre grandi aree economiche, politiche e culturali: quella arabo-musulmana, in cui spiccava il Califfato abbaside; l’impero romano cristiano d’Oriente greco-ortodosso, con capitale Costantinopoli; l’Europa cristiana latino-cattolica, con capitale spirituale Roma. Il mondo arabo-musulmano era allora il più evoluto e potente.

La fine dell’impero carolingio.

Il Sacro romano impero, fondato nell’800, si divise pochi anni dopo la morte di Carlo Magno.

Tra le ragioni che impedirono all’impero di sopravvivere vi furono:

  • un potere centrale debole;
  • inefficienti vie di comunicazione;
  • nuove invasioni.

divis imperoAnno 843: con il trattato di Verdun l’imperatore Lotario e i fratelli Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico dividono l’impero in tre regni autonomi.

Carlo il Calvo ottiene la parte occidentale dell’impero (all’incirca l’odierna Francia).

Lotario ottiene il Ducato di Spoleto, la Toscana e l’Italia settentrionale, la Provenza e una lunga striscia di territorio tra le Alpi e il Mare del Nord.

Ludovico il germanico ha la parte orientale (pressappoco le attuali Germania, Austria e Svizzera).

IX-X secolo: arrivano nuovi invasori

Dal Nord Africa provengono i pirati saraceni, musulmani. Dall’Asia centrale irrompono i cavalieri ungari che, dopo aver invaso l’Europa orientale fondarono un nuovo stato nella regione della Pannonia, che da allora fu chiamata Ungheria. Dalla Scandinavia arrivano i Normanni o Vichinghi. Dal X secolo si stabiliscono nella Francia settentrionale e i loro capi diventano vassalli del re di Francia.

L’espansione dei Normanni

I Normanni si spinsero in Islanda e in Groenlandia. Intorno all’anno Mille raggiunsero le regioni dell’America settentrionale. Nel 1066 il duca Guglielmo il Conquistatore conquistò l’Inghilterra. Nell’XI secolo i normanni conquistarono la Puglia, la Calabria e la Sicilia. Nel 1130, Ruggero II d’Altavilla divenne re di Sicilia e Napoli.

I Normanni si diressero verso le pianure russe dove fondarono il Principato di Kiev.

La Chiesa e il feudalesimo

La Chiesa venne coinvolta nel sistema feudale e molti dei suoi esponenti cominciarono a esercitare un potere politico. Ciò contribuì a limitare le violenze dei feudatari laici, ma in molti casi allontanò la Chiesa dai suoi compiti religiosi.

I tre ordini

Alcuni religiosi (Adalberone vescovo di Laon in Francia) elaborarono una teoria della società in cui si affermava che il sistema feudale era voluto da Dio e che Dio voleva che la società fosse divisa in tre “ordini”.

Gli oratores, quelli che pregano, cioè i religiosi

I bellatores, quelli che combattono, nobili e guerrieri

I laboratores, quelli che lavorano, ossia i contadini

In epoca feudale molti esponenti del clero coltivavano interessi politici e ricercavano la ricchezza. Dal secolo XI alcuni abati, vescovi e papi cercarono di riformare la Chiesa.

Comportamenti immorali dei religiosi:
  • nella vita privata: ecclesiastici che convivevano con donne (concubinato) o che avevano moglie e figli (nicolaismo);
  • nello svolgimento della loro missione: ricerca di guadagno attraverso le pratiche religiose e commercio di cariche pubbliche (simonia).

Il movimento di riforma partì dai monaci. Vennero fondati nuovi ordini.

  • L’ordine cluniacense: autonomia dei monasteri dai poteri politici; vita di preghiera e di studio.
  • L’ordine dei camaldolesi: eremitaggio, cioè l’isolamento dei monaci in luoghi lontani dalla civiltà.
  • Certosini e cistercensi: bonifica di terre abbandonate, che vennero trasformate in campi coltivati.

Il Sacro romano impero diventa germanico

Nel 962 Ottone I re di Germania si fa incoronare re d’Italia e imperatore del Sacro romano impero germanico da papa Giovanni XII. Ottone I restaura il Sacro romano impero che fu chiamato “germanico” per sottolinearne il carattere prevalentemente tedesco.

Ottone I assegna i feudi più importanti a vescovi e abati. Così, alla morte del vescovo-conte, senza figli eredi, il feudo ritornava in possesso del re.

La lotta tra Chiesa e Impero

Chi doveva avere maggiore potere tra il papa e l’imperatore?

Per la dottrina cesaropapista il potere dell’imperatore è superiore a quello della Chiesa. Per la dottrina teocratica il potere della Chiesa è superiore a quello politico. La conseguenza fu, nel secolo XI, uno scontro tra papa e imperatore.

La lotta per le investiture

Papa Gregorio VII sosteneva che la nomina (investitura) dei vescovi-conti spettava al papa. L’imperatore Enrico IV sosteneva che essa spettava all’imperatore.

Lo scontro fra papato e impero si concluse solo nel 1122 con il Concordato di Worms, secondo il quale i vescovi dovevano ricevere l’investitura sia dal papa sia dall’imperatore. In Italia il vescovo era prima nominato dal papa e poi riceveva l’investitura feudale dall’imperatore mentre in Germania l’investitura feudale dell’imperatore precedeva la nomina a vescovo da parte del papa. Rimaneva aperta la questione su quale dei due poteri fosse superiore all’altro.

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Monarchie e stati regionali

Monarchie e stati regionali

Storiaestorie

di Giorgio Baruzzi

Monarchie e stati regionali

A partire dal XIII secolo in Francia, Inghilterra e Portogallo le monarchie feudali si trasformarono in stati nazionali, costituiti da un territorio unificato e governati da sovrani potenti.

Gli stati attuali sono governati da un potere sovrano capace di far rispettare le leggi. Questo tipo di organizzazione politica si afferma sul finire del Medioevo in Inghilterra, Francia e penisola iberica. La formazioni di questi stati passa anche attraverso lunghe guerre che aggravano la crisi generale del Trecento e modificano il quadro politico dell’Europa.

Fra XIV e XV secolo in Europa si affermano alcune monarchie dinastiche e territoriali.

Queste monarchie si formano per opera di dinastie di sovrani che, nel corso del tempo:

  • conquistano ampi territori, sottraendoli ai feudatari o ad altre monarchie;
  • concentrano il potere nelle proprie mani, indebolendo i poteri feudali.

La guerra dei Cent’anni

Le monarchie dinastiche di Francia e Inghilterra si scontrano nella guerra dei Cent’anni (1337-1453). Dopo fasi alterne e battaglie sanguinose, la guerra si conclude con la vittoria francese.

  • Il re di Francia afferma la sua autorità e amplia il suo regno.
  • L’Inghilterra abbandona quasi tutti i suoi possedimenti in Francia.

Un’antica controversia feudale tra la monarchia francese, che intendeva affermare la piena sovranità sui suoi feudi, e quella inglese, che rivendicava il possesso della Guienna, fu la causa della guerra dei Cent’anni, insieme a motivazioni di carattere economico.

Il pretesto che diede il via al conflitto fu l’estinzione della dinastia francese dei Capetingi e la pretesa di Edoardo III, re d’Inghilterra, di far valere il suo diritto di successione perché figlio di Isabella (che era stata esclusa dal trono sulla base della legge salica: «Nessuna terra può essere ereditata da una donna, ma tutta la terra spetta ai figli maschi»), ultima erede dei Capetingi.

La guerra durò 116 anni, fu combattuta sempre sul territorio francese e fino al 1429 fu favorevole all’Inghilterra. La riscossa francese fu ispirata dalla figura di Giovanna d’Arco, una contadina animata da spirito religioso che seppe guidare nobili e contadini alla riscossa nazionale.

La guerra si concluse nel 1453. La monarchia francese ne uscì rafforzata, mentre in Inghilterra una nuova crisi dinastica fu causa di una sanguinosa guerra (detta “delle due rose”).

La Reconquista

Nella penisola iberica la “riconquista” abbatte i regni arabi e porta alla formazione di tre regni cristiani: Portogallo, Castiglia, Aragona. Il Portogallo sviluppò un’economia basata sul commercio con i bacini dei mari del Nord e sull’esplorazione delle coste atlantiche dell’Africa, dove impiantò un fiorente commercio di oro, avorio e schiavi.

L’Aragona, tra la fine del XIII e la metà del XV secolo, annette Baleari, Sardegna e Regno di Napoli.

Nel 1469 Isabella di Castiglia con Ferdinando d’Aragona unì le due corone e creò il regno di Spagna. Nel 1492 l’Aragona e la Castiglia completarono il processo di Reconquista conquistando il piccolo Emirato meridionale di Granada. Nello stesso anno i pregiudizi e gli odi generati da secoli di “guerra santa” determinarono l’espulsione dalle terre di Spagna degli ebrei, alla quale in epoche successive s’aggiunse quella dei mori.

Dalle signorie agli stati regionali in Italia

Gli stati regionali in Italia

In Italia le lotte di fazione all’interno dei comuni terminarono con l’ascesa al potere di esponenti di importanti famiglie cittadine, trasformando le istituzioni comunali in signorie.

Alcune città come Milano, Firenze, Genova e Venezia, nei secoli XIV e XV estesero il loro dominio su estesi territori di dimensione regionale, governati da principi ereditari.

Questi stati ebbero una piccola estensione territoriale; ma erano molto sviluppati dal punto di vista economico e culturale.

Il papato, tornato a Roma nel 1377 da Avignone, riafferma la sua autorità sullo Stato della Chiesa.

Con la pace di Lodi del 1454 i principi italiani pongono fine alle guerre e inaugurano una politica di equilibrio tra le cinque maggiori potenze regionali: Milano, Roma, Venezia, Firenze e Napoli.

Fallito il tentativo degli ultimi esponenti della dinastia degli Hohenstaufen di unire le corone di Sicilia e d’Italia, il Regno di Sicilia passò agli Angioini di Francia; ma la rivolta dei Vespri siciliani consegnò l’isola agli Aragonesi, che nel 1443 ottennero anche il Regno di Napoli. Nello Stato della chiesa fallì il tentativo di ripristinare a Roma l’istituzione repubblicana.

I mutamenti politici in Oriente

La caduta dell’Impero romano d’Oriente e la formazione dell’Impero ottomano

In Oriente la disgregazione dell’impero mongolo favorì tre nuove realtà politiche: i principati russi, la rinascita della Cina sotto la dinastia dei Ming e l’espansione dell’impero ottomano.

1301: Othman, sultano di una tribù turca insediata in Anatolia, trasformò il piccolo stato in un grande impero che da lui prese il nome di ottomano.

La nuova potenza turco-ottomana, convertita all’islàm, sottrasse ai bizantini l’Anatolia, penetrò nei Balcani e, nel 1453, conquistò Costantinopoli, obiettivo dell’espansione musulmana da otto secoli. La città fu rinominata Istanbul.

La caduta di Costantinopoli rafforza l’offensiva turca nei Balcani che per circa due secoli non troverà ostacoli.

In Russia si affermò il Granducato di Mosca (o Moscovia): il suo principe, Ivan III il Grande, rifiutò di pagare il tributo ai mongoli, si proclamò “czar di tutte le Russie” ed estese il suo dominio a tutta l’attuale Russia centro-settentrionale.

Intanto, dal conflitto con il papa e con le signorie italiane, il Sacro romano impero usciva ridimensionato alla sola Germania. Dal 1439 la corona imperiale fu attribuita alla dinastia degli Asburgo d’Austria.

Parlamenti

Francia

Stati generali

Inghilterra

Parlamento

Regni iberici

Cortes

Il potere dei re non era illimitato. Alcune loro decisioni dovevano essere approvate da assemblee di rappresentanti dei ceti sociali più importanti.

Inghilterra 1215

Il Parlamento costringe re Giovanni a concedere la Magna Charta Libertatum (Grande carta delle libertà), un elenco di privilegi a favore di alto clero, nobili e città libere.

In Inghilterra il Parlamento è l’assemblea dei rappresentanti del regno.

Si articola in due “rami”: la Camera dei Lord (nobiltà e alto clero) e Camera dei Comuni (borghesia e piccola nobiltà).

Francia 1302

Il re Filippo IV convoca per la prima volta gli Stati generali, l’assemblea dei rappresentanti dei ceti sociali (“stati”) più importanti: clero, nobiltà, terzo stato, cioè la borghesia.

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