Crea sito

logo_ueUnione europea: dal Patto di Roma all’Atto unico

Alla fine degli anni Cinquanta il processo di distensione Est-Ovest e la decolonizzazione, con il ridimensionamento degli ex stati colonialisti, favorirono il processo di unificazione dell’Europa. I paesi dell’Europa occidentale, in fase di grande sviluppo economico, crearono la Comunità economica europea, rafforzando il processo di integrazione.

Si trattava di un progetto non solo economico ma anche politico, perché istituiva specifici organi con competenze nuove a carattere sovranazionale per coordinare le politiche europee in materia di energia atomica e per abolire progressivamente le tariffe doganali e le altre limitazioni al commercio internazionale. La firma a Roma dei due trattati (Cee, Euratom) da parte dei sei paesi della Ceca, nel marzo del ‘57, avviò il processo verso l’unione economica con l’istituzione del Mercato comune (Mec).

L’Inghilterra, che non condivideva una prospettiva economico-politica di questo tipo, promosse un’iniziativa alternativa con la creazione, nel 1960, dell’Efta (European Free Trade Association), una zona di libero scambio cui aderirono Svezia, Svizzera, Norvegia, Danimarca, Austria, Portogallo.

Il successo economico del Mec fu subito evidente: aumentarono gli scambi tra i sei paesi tanto da attirare capitali americani. Quando la Gran Bretagna chiese l’ingresso nella Comunità nel 1963, il Presidente francese De Gaulle bocciò la richiesta. De Gaulle non condivideva le tesi federaliste e mirava a creare un’Europa confederata, sotto l’influenza franco-tedesca. Il processo d’integrazione subì una battuta d’arresto, per poi riavviarsi negli anni Settanta, dopo il ritiro di De Gaulle dalla politica, quando la Francia abbandonò il veto all’ingresso della Gran Bretagna nella Comunità europea.

Le tappe fondamentali successive seguirono due direttrici: quella dell’approfondimento dell’integrazione economica fino alla moneta unica e quella dell’allargamento ai nuovi Stati (‘73 Danimarca, Irlanda e Regno Unito; ‘81 Grecia; ‘86 Spagna e Portogallo; ‘95 Austria, Finlandia e Svezia).

Gli anni Settanta furono caratterizzati dalla crisi energetica, dagli effetti della stagnazione e dell’inflazione e le crescenti difficoltà economiche resero evidenti le differenze fra gli Stati (Europa a due velocità) rallentando il processo d’integrazione. Nel 1979 si svolsero le elezioni a suffragio universale del Parlamento europeo ma esso era subordinato alle decisioni dei governi nazionali.

Nel 1979 fu varato il “Sistema Monetario Europeo” (SME), che istituiva uno stretto rapporto di cambio tra le valute comunitarie, meccanismi d’intervento comuni, un fondo per gli interventi di sostegno alle monete più deboli e la definizione di un’unità di conto europea, l’Ecu, embrione di una futura moneta unica. Un altro passo avanti fu compiuto nel 1986, quando il Consiglio europeo approvò l’Atto Unico, che prevedeva la creazione, dall’inizio del 1993, di un mercato unico, con la libera circolazione delle persone, delle merci, dei servizi e dei capitali. Nacque così un mercato di oltre 320 milioni di consumatori.

L’Unione europea                               Unione Europea

Print Friendly, PDF & Email