La caduta di Robespierre e il Direttorio.

Robespierre 1La caduta di Robespierre e il Direttorio.

Pochi mesi dopo, però, fu organizzato un colpo di stato contro i giacobini: Robespierre, Saint-Just, Couthon e 98 loro sostenitori furono arrestati il 27 luglio 1794 (9 termidoro dell’anno II) e giustiziati senza processo il giorno seguente. I club giacobini furono chiusi in tutta la Francia, furono aboliti i tribunali rivoluzionari e abrogati alcuni decreti, tra cui quello che fissava il tetto massimo di prezzi e salari. Nella primavera del 1795 ripresero tumulti e manifestazioni di protesta, duramente repressi e seguiti da rappresaglie contro i giacobini (Terrore Bianco).

Sul fronte estero, con il trattato di Basilea (5 aprile 1795) la Prussia e altri stati tedeschi stipularono la pace con la Francia; il 22 luglio si ritirò la Spagna e quindi solo Gran Bretagna, Sardegna e Austria rimasero in guerra con la Francia. Per quasi un anno però si ebbe una situazione di tregua: la fase successiva fu aperta dalle guerre napoleoniche.

La Convenzione nazionale redasse rapidamente una nuova Costituzione (Costituzione dell’anno III), approvata il 22 agosto del 1795. Essa assegnava il potere esecutivo a un Direttorio composto di cinque membri e quello legislativo a due camere, il Consiglio degli Anziani (250 membri) e il Consiglio dei Cinquecento. Il voto divenne nuovamente censitario e fu limitato ai contribuenti residenti da almeno un anno nel proprio distretto elettorale.

La Convenzione da un lato represse i giacobini ma volle anche evitare la restaurazione della monarchia. Il 5 ottobre 1795 un tentativo di insurrezione dei monarchici fu duramente represso dall’esercito, guidato dal generale Napoleone Bonaparte (il futuro Napoleone I).

Nonostante il contributo di abili statisti quali Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord e Joseph Fouché, il Direttorio dovette fronteggiare subito numerose difficoltà: sul fronte interno, l’eredità di un’acuta crisi finanziaria aggravata da una disastrosa svalutazione (99% circa) degli assignats, lo spirito giacobino ancora vivo tra le classi più povere, il proliferare tra i benestanti di agitatori che volevano la restaurazione della monarchia; sul fronte internazionale, le tensioni e i conflitti con le potenze dell’assolutismo monarchico, che ancora dominavano quasi tutta l’Europa.

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