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L’Unione europea                               Unione Europea

L’Unione europea: il pensiero politico

Nel 1941, durante il periodo di confino, Ernesto Rossi (1897-1967) e Altiero Spinelli (1907-1986) redassero il Manifesto di Ventotene, in cui si prefigurava la creazione di un’Europa unita e libera. Fra i movimenti di Resistenza dei vari paesi europei maturò la convinzione che, contro le degenerazioni della guerra, fosse necessario abolire la divisione dell’Europa in Stati nazionali e creare uno Stato federale.

Il nemico principale contro cui lottare fu individuato nel mito della sovranità assoluta degli Stati e l’obiettivo fu la realizzazione degli Stati Uniti d’Europa: i parlamenti dei singoli Stati dovevano rinunciare a una parte della loro sovranità a vantaggio di un parlamento europeo. Precursori del federalismo europeo erano stati nell’Ottocento Carlo Cattaneo e Giuseppe Mazzini.

La crisi degli Stati nazionali conseguente alle due guerre mondiali costrinse i governi a dare concretezza al sogno di un’Europa unita in uno Stato federale.

Nel dopoguerra il dibattito sulle forme istituzionali evidenziò tre principali posizioni:

1.         Confederalisti: proponevano un’associazione di Stati che conservassero però la loro sovranità nazionale.

2.         Federalisti: volevano realizzare gli Stati Uniti d’Europa, con poteri sovranazionali, con la convocazione di un’Assemblea costituente che elaborasse un patto federativo che i popoli europei avrebbero poi dovuto ratificare.

3.         Funzionalisti: proposero di realizzare una crescente collaborazione fra gli Stati mediante un’integrazione di tipo economico, mirando a dotare l’Europa di poteri sovranazionali in modo graduale.

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