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Storiaestorie

di Giorgio Baruzzi

Politica interna e politica estera di Napoleone.

Dopo il colpo di Stato del 18 brumaio (9 novembre 1799), nacque il Consolato di cui Napoleone fu primo console. Il 7 febbraio 1800 un plebiscito approvò la nuova costituzione e aprì l’epoca dell’irresistibile ascesa di Napoleone al potere in Francia e in Europa. Tale processo poté concretizzarsi in primo luogo grazie alle fulminanti vittorie nelle guerre contro le coalizioni ripetutamente create dalla Gran Bretagna.

Il codice civile

In politica interna Napoleone creò un regime autoritario e accentratore, introducendo tuttavia importanti riforme sul piano sociale, istituzionale e giuridico, recepite nel Codice di commercio e nel Codice civile (“Codice napoleonico”). Egli godette del consenso dell’alta e media borghesia, che voleva uno Stato forte ed ordinato.

Tra i provvedimenti adottati vi furono:

  • la soppressione della libertà di stampa;
  • l’abolizione delle assemblee locali elettive, sostituite dai prefetti di nomina governativa;
  • la riforma del sistema giudiziario, con la nomina dei magistrati da parte del governo;
  • la riforma del sistema scolastico: l’istruzione elementare fu affidata nuovamente al clero, mentre lo Stato si occupava delle scuole superiori (creazione dei Licei);

Il Codice civile consentì alla Francia e agli altri paesi sotto influenza francese di avere una legislazione sicura e chiara, valida su tutto il territorio nazionale. Esso tutelava l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, il carattere assoluto e inviolabile della proprietà privata, la libera iniziativa economica.

Nel 1801 Napoleone firmò un concordato con la chiesa cattolica che gli assicurò un periodo di pace religiosa e il Papa Pio VII tornò in possesso dello Stato della Chiesa.

Sul piano economico fu stimolato lo sviluppo dell’industria e furono imposte elevate tariffe doganali per scoraggiare l’importazione di manufatti (specialmente dall’Inghilterra).

La seconda campagna d’Italia

Sul piano militare, Napoleone fronteggiò la seconda coalizione sconfiggendo gli austro-russi a Marengo (giugno 1800) e costringendoli alla pace di Lunéville (1801). Riconquistò così l’Italia, dove nel 1802 nacque la Repubblica Italiana, di cui lo stesso Napoleone divenne presidente. Anche la Gran Bretagna fu indotta dalla supremazia militare napoleonica a desistere e ad accettare la pace di Amiens (1802).

L’impero e la terza coalizione

La fondazione dell’impero (1804) segnò l’apice del successo di Napoleone, anche se l’anno successivo ricominciò la guerra contro la terza coalizione, costituita dai britannici con la Prussia, l’impero russo e quello asburgico. La flotta inglese guidata da Nelson prevalse a Trafalgar (1805), riaffermando la sua superiorità sui mari, ma la Gran Bretagna non poté impedire nello stesso anno la resa austriaca prima a Ulm, poi la sconfitta definitiva degli eserciti coalizzati ad Austerlitz.

La pace di Presburgo (26 dicembre 1805) allargò i confini dell’impero francese secondo tre linee:

1) nuove annessioni (Liguria, Toscana, Parma, Lazio);

2) costituzione di monarchie satelliti della Francia (fratelli di Napoleone: Luigi-re d’Olanda; Giuseppe re di Napoli; Gerolamo-regno tedesco di Westfalia);

3) intervento negli affari della Germania: creazione della Confederazione del Reno sotto protettorato francese e alleanza con il re di Sassonia (che ottenne il Granducato di Varsavia).

 

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