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Storiaestorie

di Giorgio Baruzzi

Dal blocco continentale alla battaglia di Lipsia.

Il blocco continentale

Nel 1806 Napoleone decretò il blocco continentale, che prevedeva il blocco totale delle relazioni commerciali fra l’Inghilterra e l’Europa sotto egemonia francese, con lo scopo di mandare in rovina l’economia inglese per costringere la Gran Bretagna ad accettare le sue condizioni di pace.

Tuttavia il blocco continentale non ebbe il successo sperato, a causa della potenza economica inglese, che deteneva il monopolio dei commerci di molti prodotti provenienti dalle sue colonie. Il fallimento del blocco fu dovuto al fatto che molti paesi europei non vi aderirono completamente, continuando ad avere scambi col nemico: per tale motivo Napoleone, per colpire il Portogallo che aveva aperto i suoi porti, invase la Spagna, mentre più tardi l’uscita dal blocco della Russia indusse Napoleone ad imbarcarsi in una campagna militare catastrofica.

Quinta coalizione e apogeo dell’impero

La pace di Tilsit (1807) divise l’Europa in due parti, segnando così il limite tra il dominio francese e l’impero russo. Le guerre della quinta coalizione si conclusero col trattato di Schönbrunn (1809), mediante il quale l’Austria di Metternich tentò una politica di avvicinamento.

Napoleone, dopo aver divorziato da Giuseppina Beauharnais, nel 1810 sposò la figlia di Francesco I d’Austria,  Maria Luisa d’Asburgo, che gli diede l’anno successivo l’erede tanto atteso (Napoleone II). Così, anche l’Austria, fino ad allora acerrima nemica dell’imperatore, entrò nell’orbita dell’influenza francese.

L’impero napoleonico raggiunse la sua massima estensione nel 1812, quando l’intera Europa continentale dipendeva direttamente o indirettamente dalla Francia. Oltre al Portogallo, che Napoleone riuscì a occupare per un solo anno (1807), restavano indipendenti dal potere imperiale l’Inghilterra, l’impero russo e quello ottomano: mentre quest’ultimo sembrava, ormai destinato a un’inarrestabile decadenza, Russia e Inghilterra avrebbero invece giocato un ruolo decisivo nella caduta dell’impero.

Campagna di Russia

Il disaccordo strategico con l’impero russo convinse Napoleone della necessità di una soluzione radicale. La campagna di Russia, avviata nel giugno 1812 con enorme dispendio di uomini e di mezzi, finì con la sua sconfitta totale nell’ottobre e diede il segnale della rinascita di rinnovate coalizioni antinapoleoniche. Tra il 1813 e il 1814 il duca di Wellington completò la liberazione della Spagna e nella regione mitteleuropea prese a manifestarsi un sentimento patriottico tedesco che condusse nell’ottobre 1813 gli eserciti austro-prussiani alla grande vittoria di Lipsia (“battaglia delle nazioni”).

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