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Storiaestorie

di Giorgio Baruzzi

Cause e cura delle malattie infettive

>>> Le epidemie nella storia. Dalla peste al coronavirus

 

Le cause: virus, batteri, protozoi

Solo alla fine dell’Ottocento la medicina è stata in grado di scoprire gli agenti eziologici, cioè i fattori biologici, fisici o chimici che provocano l’insorgenza delle principali malattie a carattere epidemico: virus, batteri e protozoi.

I virus

  • I virus sono dei microorganismi estremamente piccoli, visibili solo al microscopio elettronico, costituiti da materiale genetico (DNA o RNA) racchiuso in un involucro di proteine (capside) e, spesso, anche in una membrana più esterna costituita da fosfolipidi (un tipo di grassi) e proteine, detta pericapside. Essi sono i più piccoli tra i soggetti della biologia, anche se gli studiosi non sono certi che possano essere inclusi tra i veri viventi.
  • Le specie di virus conosciute in grado di infettare l’uomo sono 219 e 3-4 nuove vengono scoperte ogni anno. Infettano anche animali, principalmente mammiferi da allevamento, pollame ma anche uccelli e altri animali selvatici.
  • I virus sono parassiti obbligati, hanno cioè bisogno di un organismo ospite per riprodursi (replicarsi). Possono farlo quindi esclusivamente all’interno delle cellule di organismo, di cui causano la distruzione o, in taluni casi, la trasformazione in cellule tumorali..
  • Tutti gli altri esseri viventi, compresi batteri e vegetali, possono subire infezione da parte dei virus.
  • La resistenza dei virus nell’ambiente è estremamente bassa, anche se alcuni virus (ad esempio alcuni virus respiratori) possono sopravvivere a lungo.
  • Non sempre la loro infezione determina una malattia, ma diversi virus sono patogeni e in grado di causare malattie molto gravi e potenzialmente letali.
  • I virus possono infettare le persone per via aerea, alimentare, attraverso rapporti sessuali o attraverso vettori (soprattutto insetti); possono causare disturbi (sintomi) locali a carico di diversi apparati (ad esempio dell’apparato respiratorio, digerente o urogenitale) o generali (sistemici) qualora si diffondano in tutto l’organismo.
  • Alcuni tipi di virus possono essere combattuti con farmaci efficaci o prevenuti grazie alla vaccinazione specifica.

 

I batteri

  • I batteri sono dei microrganismi unicellulari (formati da una sola cellula), sono più grandi dei virus e sono visibili utilizzando il microscopio ottico. I batteri sono in grado di riprodursi (replicarsi) autonomamente nell’ambiente e anche in vari tessuti del corpo umano.
  • Molti batteri sono comunemente presenti sulla superficie cutanea (la pelle) e sulle mucose (le superfici che rivestono organi in comunicazione con l’esterno quali la bocca, il canale digerente, l’albero respiratorio superiore e l’apparato urogenitale) senza provocare danni. La loro presenza è anzi utile per lo svolgimento di alcune funzioni metaboliche e per le difese immunitarie.
  • Altri tipi di batteri, definiti patogeni, invece, possono essere aggressivi e danneggiare gravemente i tessuti e gli organi. Possono causare infezioni localizzate a un organo o diffondersi nell’organismo e anche nel torrente circolatorio, causando batteriemie e sepsi.
  • Molti batteri possono sopravvivere e moltiplicarsi nell’ambiente, al di fuori del corpo umano, e possono essere trasmessi per via aerea, alimentare o nel corso dei rapporti sessuali.
Le infezioni batteriche possono essere curate con gli antibiotici ma, per la diversa sensibilità che i diversi tipi di batteri possono avere nei confronti di questi farmaci, la terapia deve essere prescritta dal medico sulla base del risultato di test microbiologici.
Le infezioni possono essere trasmesse:
  • per via aerea mediante il passaggio di goccioline di saliva o di secrezioni di persone con l’infezione in corso (ad esempio raffreddore, influenza, faringite e polmonite)
  • per via alimentare tramite l’ingestione di acqua o alimenti contaminati (ad esempio epatite A, salmonellosi)
  • per via sessuale attraverso il contatto delle mucose con le secrezioni genitali o con il sangue di persone con l’infezione in forma attiva (ad esempio sifilide, gonorrea, HIV, condilomi)
  • per via parenterale mediante la puntura con aghi o strumentazioni infetti (epatite B e C)
  • attraverso la puntura di insetti o il morso di animali (ad esempio virus West Nile, rabbia, peste)
La presenza di un indebolimento del sistema di difesa dell’organismo (sistema immunitario), come avviene nel caso di malattie congenite, croniche e tumorali, di HIV/AIDS o di cure con farmaci immunosoppressivi, può facilitare le infezioni da virus e batteri e peggiorarne l’andamento.
La cura delle infezioni differisce nettamente a seconda che le infezioni siano causate da virus o da batteri.

 

Le terapie

Le infezioni batteriche possono essere curate con antibiotici di diverse classi. La scelta dipende dal tipo di infezione, dalle caratteristiche del batterio responsabile e dalla sua sensibilità agli antibiotici che può essere evidenziata da un esame chiamato antibiogramma. Nel corso degli ultimi anni sono notevolmente aumentati i casi di resistenza agli antibiotici (antibiotico-resistenza) da parte di diversi tipi di batteri, fenomeno che rende difficile curare infezioni anche gravi.
Gli antibiotici non hanno alcun effetto sulle infezioni causate da virus. La comparsa dell’antibiotico-resistenza è stata facilitata negli anni da un abuso dell’utilizzo di antibiotici impiegati, spesso, per curare infezioni virali, come l’influenza, su cui non sono efficaci. Per molte delle infezioni causate da virus non esiste una cura specifica e le infezioni sono trattate esclusivamente con il riposo e i farmaci anti-infiammatori. Solo alcune infezioni di origine virale (ad esempio epatite B e C, HIV, herpes simplex) possono essere curate con farmaci specifici chiamati antivirali.

 

La profilassi

La prevenzione delle infezioni da virus e batteri dipende dalle modalità di contagio. Per quanto riguarda le infezioni delle vie respiratorie è necessario limitare il contatto stretto con le persone che manifestino disturbi quali mal di gola, tosse e starnuti. Se questi disturbi sono rilevanti e compare anche la febbre è consigliabile che la persona interessata rimanga a casa per evitare di propagare l’infezione. Per prevenire le infezioni dell’apparato gastrointestinale è indispensabile evitare di mangiare o bere alimenti non adeguatamente conservati, non lavati o poco cotti. Le infezioni virali e batteriche trasmissibili per via sessuale possono essere prevenute mediante l’uso del preservativo.
In tutti i casi, per evitare il pericolo di una infezione o per evitare di trasmettere l’infezione ad altri, è fondamentale l’igiene personale e l’igiene delle mani. Lavarsi bene le mani col sapone oppure utilizzando un gel alcolico è un atto semplice ma importantissimo. Bisogna lavarsi bene la mani dopo aver toccato superfici contaminate, dopo aver tossito o starnutito, dopo essere stati al bagno, prima di mangiare o di toccare con le mani le mucose e ogniqualvolta si sia stati in contatto con persone potenzialmente infette.

 

I vaccini

Fino al XIX secolo non ci fu modo di combattere direttamente gli agenti infettivi. Il primo vaccino, contro il vaiolo, fu sviluppato nel 1798 dal medico britannico Edward Jenner e fra Otto e Novecento la ricerca medica e biologica permise di debellare gravissime malattie che per secoli avevano flagellato l’umanità. Il francese Louis Pasteur (1822-1895) realizzò alcuni vaccini, fra cui quello contro la rabbia (1885). Verso la fine del secolo furono prodotti anche i vaccini contro la peste e il colera. Il medico tedesco Robert Koch (1843-1910) scoprì i batteri che provocano la tubercolosi, rendendo possibile la realizzazione di un vaccino nei primi decenni del XX secolo.
Le infezioni da virus e batteri si possono prevenire mediante specifiche vaccinazioni da effettuare nel corso dell’infanzia, dell’adolescenza e dell’età adulta. Alcune gravi infezioni, quali il vaiolo e la poliomielite, sono state eliminate (eradicate) o fortemente ridimensionate a livello mondiale grazie alle vaccinazioni su larga scala. La riduzione del numero di bambini che effettua le vaccinazioni raccomandate per l’infanzia, potrebbe aumentare il rischio del ritorno o dell’aumento della diffusione di infezioni virali e batteriche potenzialmente gravi (poliomelite, parotite, morbillo, difterite, tetano).

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